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Casa Green, ecco cosa prevede la Direttiva Europea approvata dall'Europarlamento

La nuova direttiva europea Casa Green è stata approvata dall'Europarlamento. Ecco cosa prevede e tutti i consigli per rendere la tua casa davvero ecologica.

casa green, ecco cosa prevede la direttiva europea approvata dall'europarlamento

20 maggio, 2024 / Notizie

Il 28 maggio 2024 entrerà in vigore la direttiva europea sulle “case green” il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE lo scorso 8 maggio. La direttiva 2024/1275 mira ad attuare una riduzione interna netta delle emissioni di gas effetto serra con l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050 mediante un piano di riqualificazione edilizia ed energetica del patrimonio immobiliare europeo. Gli stati membri, dopo l’entrata in vigore, avranno due anni di tempo per recepire la direttiva, dunque adeguarsi alle norme stabilite da Bruxelles predisponendo piani nazionali di ristrutturazione per il raggiungimento entro il 2050 di un parco immobiliare europeo ad emissioni zero.

 

Cos'è una casa green

Con il termine casa green si usa indicare un'abitazione ecologica e ecosostenibile. Ciò sta a significare non solo che si tratta di una casa capace di abbassare notevolmente gli sprechi energetici, ma anche di una che ha tutte le caratteristiche in regola per produrre l'energia necessaria al fabbisogno di chi vi abita, assicurandone comfort e benessere. Abitazioni di questo tipo abbracciano un approccio green e un vero e proprio stile di vita ecologico.

In ottica europea “case green”, entro il 2050, saranno tutti quegli edifici ad emissioni zero (o quasi a zero), il cui consumo totale annuo di energia primaria provenga da fonti di energia rinnovabili generata in loco o nelle vicinanze e “solar ready” cioè idonei ad ospitare impianti solari sui tetti ottimizzando la capacità di autoproduzione di energia mediante irraggiamento che diventerà la norma.

 

Cosa prevede la nuova direttiva europea Casa Green

La direttiva impone agli Stati membri di perseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, mediante l’adozione di un piano nazionale che preveda la progressiva riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali e non, lasciando margine di autonomia sulle priorità immobiliari e fornendo una metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari.

Secondo quanto previsto dal provvedimento, ogni Stato membro dell’Unione Europea deve impegnarsi nell’implementazione di un nuovo piano di riqualificazione degli edifici, adattando misure mirate a garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata, più nel dettaglio:

  • per gli edifici residenziali non di nuova costruzione,  la riduzione dell’energia primaria media utilizzata dovrà essere di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035;
  • per gli edifici non residenziali, dovrà essere prevista la ristrutturazione del 16% degli immobili con le peggiori prestazioni entro il 2030 e del  26% entro il 2033, introducendo norme minime di prestazione energetica da rispettare (quantità massima di energia che gli edifici possono utilizzare per m² all’anno);
  • i nuovi edifici residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2030;
  • i nuovi edifici non residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2028.

Inoltre la direttiva EPBD punta alla creazione di un sistema immobiliare solar-ready, vale a dire con edifici  progettati per ottimizzare il potenziale di produzione di energia solare sulla base dell’irraggiamento solare del sito, stabilendo obblighi e tempistiche per l’installazione di impianti solari in edifici pubblici e non residenziali, nonché le linee guida per gli edifici residenziali e i parcheggi coperti.

 In questa direzione si inserisce anche lo stop, dal 2025, agli incentivi per l’installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, favorendo al contempo sussidi per impianti di riscaldamento ibridi con una quota considerevole di energie rinnovabili, come la combinazione di una caldaia con un impianto solare termico o con una pompa di calore; l’eliminazione definitiva avverrà nel 2040.

Restano esclusi dalla direttiva: gli edifici vincolati e protetti; gli immobili storici; edifici temporanei; chiese; case vacanze.

 

Come rendere una casa green

Parlando di interventi che sposano uno stile abitativo green, è possibile già da ora riorganizzare la propria casa per step attraverso tutta una serie di interventi. Si tratta di piccoli e grandi accorgimenti pensati per la sostenibilità ecologica, e che coinvolgono energie pulite e materiali rispettosi dell'ambiente.

Prima di tutto, possiamo sostituire i vecchi condizionatori con quelli nuovi ad elevate prestazioni energetiche che trovi nel catalogo di condizionatori climamarket, che consumano molta meno energia favorendo un notevole risparmio. Lo stesso dovremmo fare con gli elettrodomestici, investendo in apparecchi di classe energetica A+ o superiore. Non solo, è possibile installare impianti ad alta efficienza energetica come le pompe di calore e i sistemi ibridirifare il cappotto termico interno e esterno dell'abitazione, sostituire gli infissi più vecchi con quelli ad isolamento termico, e ancora produrre in autonomia energia elettrica tramite l'impiego di pannelli solari e fotovoltaici.

 

Tutti i vantaggi di una casa ecologica

Realizzare una casa green richiede ovviamente un certo investimento, nella misura di circa l'8% in più rispetto ad un'abitazione non ecologica. La spesa sarà però facilmente ammortizzata nel tempo: non solo perché aumenterà il valore dell'immobile e il benessere di tutta la famiglia ma anche perché si assisterà ad una notevole e concreta riduzione delle bollette di luce e gas.

Secondo i dati di ARERA ed ENEA, se stimiamo una ristrutturazione di 100 mq si può arrivare a spendere fino duemila euro di energia in un anno in classe G a fronte di 200 euro in classe A. Questo dato è molto significativo perchè il considerevole risparmio sulla spesa energetica può essere impiegato per ottenere un finanziamento ed apportare le opportune modifiche alle nostre unità abitative che d’ora in avanti si reputeranno sempre più essenziali ed imprescindibili. In questo contesto è fondamentale un intervento da parte dello Stato sotto forma di agevolazioni fiscali o altro tipo di sussidio, per garantire che ogni cittadino possa beneficiare di aiuti statali al fine di adeguarsi alle nuove normative che verranno definite nei prossimi mesi.

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