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In questa sezione trovi articoli dettagliati sulle specifiche tecniche, funzionalità e vantaggi dei prodotti in vendita su Climamarket.it. Analizziamo da vicino climatizzatori, caldaie, pompe di calore, scaldabagni e tanti altri dispositivi, per aiutarti a fare scelte consapevoli e su misura per le tue esigenze. Ogni scheda è pensata per guidarti nella comprensione delle tecnologie più recenti, dei consumi energetici e delle soluzioni migliori per il comfort della tua casa.

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Elettropompe: cosa sono e a cosa servono - Climamarket
15/07/19

Elettropompe: cosa sono e a cosa servono

L’esigenza di spostare i fluidi ed in particolare l’acqua sul piano o ad altezze diverse ha origini antichissime. La soluzione è stata l’invenzione della pompa idraulica, un dispositivo chiuso con un condotto di aspirazione ed uno di mandata, dotato di organi meccanici in movimento azionati da una forza. L’energia elettrica e le tecnologie moderne hanno portato alla creazione di tipologie diverse di elettropompe la cui progettazione e realizzazione è ottimizzata per lo scopo specifico di utilizzo. Una elettropompa è un dispositivo azionato da un motore elettrico che serve a spostare, a sollevare o a raccogliere materiali liquidi. Una elettropompa può essere del tipo industriale o domestico. In particolare questo secondo tipo è ottimizzata per lo scopo di funzionamento.Esistono vari tipi di pompe e la scelta è dettata principalmente dal tipo di uso che se ne farà. Tra i requisiti per la scelta della pompa bisogna considerare il tipo di liquido da spostare, la potenza che determina il quantitativo (Q) da pompare in un determinato tempo e determina la portata (litri al minuto o metri cubi ad ora), l’altezza (H) in colonna alla quale riesce a portare il liquido e determina la prevalenza (metri). La pompa centrifuga. L’elettropompa comunemente detta “centrifuga” generalmente si usa per conferire maggiore pressione all’acqua; si utilizza generalmente per portare o prelevare acqua da un serbatoio, per l’alimentazione di un’autoclave, per impianti di lavaggio a pressione, per il riempimento di vasche e piscine, per l’irrigazione oltre che per tutte le esigenze legate al semplice spostamento in piano o alla pressurizzazione. Si installa generalmente ad un’altezza simile a quella del punto di prelievo e dei punti di erogazione.   La pompa sommersa. L’elettropompa sommersa si usa generalmente per l’estrazione ed il pompaggio dal sottosuolo e contemporaneamente conferisce pressione in uscita, in modo da alimentare una colonna d’acqua in senso verticale. È dotata di un motore a tenuta stagna per cui si installa immersa in un pozzo anche a profondità notevoli, quindi in prossimità del punto di prelievo e ad un’altezza inferiore a quella dei punti di erogazione.   La pompa autoadescante. È un’elettropompa che unisce la funzione di una pompa centrifuga e di una pompa sommersa perché generalmente si usa per l’estrazione ed il pompaggio dal sottosuolo e contemporaneamente conferisce pressione in uscita, in modo da alimentare una colonna d’acqua in senso verticale. Generalmente si installa sul piano in prossimità del pozzo dal quale preleverà l’acqua attraverso un tubo e quindi ad un’altezza superiore al punto di prelievo; è capace anche di alimentare una colonna d’acqua in senso verticale.   La pompa sommergibile. La pompa sommergibile generalmente si usa per l’estrazione ed il pompaggio da vasche o similari. Uno degli utilizzi più comuni è lo svuotamento di garages e cantine a seguito di allagamenti o per lo svuotamento di pozzi neri. La pompa sommergibile è dotata di un motore a tenuta stagna per cui si usa generalmente immergendola direttamente nel liquido da pompare, è capace anche di spingere i liquami in senso verticale. L’elettropompa sommergibile può essere predisposta per l’aspirazione di acqua pulita (elettropompa per acque chiare) oppure per acqua sporca (elettropompa per acqua sporca ed elettropompa per acque luride). Uno degli aspetti da considerare nella scelta dell’elettropompa, soprattutto per una pompa centrifuga o per una pompa autoadescante, è la rumorosità che è influenzata direttamente dal numero delle giranti di cui è dotata; maggiore è il numero delle giranti della pompa, minore sarà la velocità alla quale devono girare e di conseguenza la sua rumorosità sarà inferiore. Un altro aspetto importante sono i materiali di costruzione delle giranti e del corpo pompa; per le prime il migliore è l’acciaio inox (anche se grazie alle tecnologie moderne si stanno sviluppando dei tecnopolimeri capaci di elevata resistenza e lunga durata), per il secondo generalmente si usa la ghisa che risulta essere particolarmente resistente alle pressioni idriche. Che sia un’elettropompa sommersa, un’elettropompa autoadescante o un altro tipo di motorini acqua, su Climamarket.it sarà possibile individuare facilmente l’articolo più adatto a soddisfare le proprie esigenze e comunque il nostro staff è sempre a disposizione per fornire qualsiasi informazione tecnica e commerciale.   Scopri ora i prodotti

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Il sistema Free-Cooling nella Ventilazione Meccanica Controllata - Climamarket
10/07/19

Il sistema Free-Cooling nella Ventilazione Meccanica Controllata

La ventilazione meccanica controllata (VMC) è un sistema che rivoluziona il modo in cui pensiamo alla qualità dell'aria interna. A differenza dei sistemi tradizionali, la VMC garantisce un ricambio d'aria continuo e costante all'interno degli ambienti, assicurando un livello di comfort e salubrità ottimale. Ma la VMC non si limita solo a questo. Grazie al sistema di free cooling, questa tecnologia innovativa diventa un alleato prezioso anche per il raffrescamento degli ambienti. In questo articolo di Climamarket, andremo quindi ad approfondire funzionamento e vantaggi di questa soluzione. Introduzione ai sistemi VMC I sistemi di ventilazione meccanica controllata sono progettati per garantire un continuo ricambio d'aria negli edifici, mantenendo una qualità dell'aria ottimale e riducendo al minimo la perdita di calore. Attraverso un sistema di filtri e ventilatori, l'aria viziata viene espulsa e sostituita con aria fresca dall'esterno, migliorando il comfort abitativo. Cosa significa "free cooling"? Il termine "free cooling" significa letteralmente "raffreddamento gratuito". In pratica, si tratta di sfruttare l'aria esterna più fresca per raffreddare gli ambienti interni, senza ricorrere a sistemi di condizionamento tradizionali che consumano molta energia. Quando la temperatura esterna è inferiore a quella interna, il sistema VMC con free cooling preleva l'aria fresca dall'esterno e la immette negli ambienti, garantendo un raffrescamento naturale ed efficiente. Come funziona il free cooling? Il funzionamento del free cooling è piuttosto semplice: Sensori: I sensori presenti nel sistema VMC monitorano costantemente la temperatura e l'umidità sia all'interno che all'esterno dell'edificio. Attivazione del sistema: Quando la temperatura esterna è sufficientemente bassa, il sistema VMC attiva automaticamente la modalità free cooling. Prelievo dell'aria esterna: L'aria fresca viene prelevata dall'esterno e filtrata per rimuovere polveri e impurità. Immissione dell'aria negli ambienti: L'aria filtrata e raffrescata viene distribuita uniformemente negli ambienti interni. In pratica, il free cooling sfrutta le temperature esterne più basse per raffrescare l'aria interna. Durante la notte, quando l'aria esterna è più fresca, il sistema di ventilazione meccanica controllata aspira questa aria, raffrescando naturalmente l'ambiente interno. Questo processo, come già detto, riduce la necessità di utilizzare condizionatori d’aria, abbassando i consumi energetici. Vantaggi del sistema free cooling nella ventilazione meccanica controllata Il free cooling, integrato in un sistema VMC, offre numerosi vantaggi, sia in termini di comfort che di risparmio energetico. Vediamo quali sono i benefici principali: Risparmio energetico: Riducendo l'utilizzo di condizionatori, si ottengono notevoli risparmi in bolletta. Comfort ambientale: L'aria fresca e pulita migliora la qualità della vita all'interno degli ambienti, riducendo l'umidità e gli allergeni. Salute: Un ambiente sano e ben ventilato contribuisce a prevenire problemi respiratori e a migliorare il benessere generale. Sostenibilità: Riducendo il consumo energetico, si contribuisce a diminuire l'impatto ambientale. Tutti i vantaggi della VMC ne fanno un sistema all'avanguardia e altamente sostenibile. E che, al netto di un corretto dimensionamento e di una manutenzione costante, garantisce comfort e benessere nel lungo periodo. Come funziona la VMC in estate? In estate, la VMC con free cooling rappresenta una soluzione ideale per mantenere gli ambienti freschi e confortevoli. Durante le ore più calde, il sistema sfrutta l'aria notturna, solitamente più fresca, per raffreddare l'edificio. In questo modo, si evita l'utilizzo eccessivo del condizionatore, con conseguenti risparmi energetici. Come funziona la VMC in inverno? In inverno, la VMC con recupero di calore permette di recuperare parte del calore presente nell'aria espulsa dall'edificio e di trasferirlo all'aria fresca entrante. In questo modo, tramite il ciclo termodinamico, si riducono le dispersioni termiche e si contengono i costi di riscaldamento. Quanto deve stare accesa la VMC? Il tempo di funzionamento della VMC dipende dalle esigenze specifiche dell'edificio e delle persone che vi abitano. Idealmente, dovrebbe funzionare continuamente per garantire un ricambio d'aria costante. Tuttavia, può essere regolata per funzionare a intervalli durante le ore notturne, sfruttando al meglio il free cooling.

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Solare termico a circolazione forzata: cos’è, come funziona e quali vantaggi offre - Climamarket
23/05/19

Solare termico a circolazione forzata: cos’è, come funziona e quali vantaggi offre

Scopri tutte le caratteristiche e il funzionamento di un impianto solare termico a circolazione forzata, assieme a pro e contro di questa soluzione green.   L’utilizzo del calore del sole è certamente il sistema più economico per il riscaldamento dell’acqua sanitaria e degli ambienti domestici. Gli impianti solari a circolazione naturale permettono di produrre solo acqua calda per i rubinetti delle utenze idriche, per l’integrazione di un sistema solare che alimenti anche il riscaldamento è invece necessario installare un impianto solare termico a circolazione forzata. Bisogna comunque considerare che un sistema solare termico a circolazione forzata è comunque in grado di fornire anche acqua calda sanitaria, soprattutto se deve integrare la produzione di altri dispositivi come una pompa di calore, una caldaia o un generatore a biomasse. In questa guida, assieme agli esperti Climamarket, vedremo allora come funziona il solare termico e le sue caratteristiche peculiari, assieme naturalmente a vantaggi e svantaggi dei pannelli solari termici a circolazione forzata. Cos'è un impianto solare termico a circolazione forzata Il solare termico a circolazione forzata è un impianto più complesso di quello a circolazione naturale perché richiede l’utilizzo di alcuni componenti in più. In particolare, i principali sono: i pannelli solari, e che devono essere del tipo altamente selettivo o sottovuoto e quindi particolarmente efficienti; il serbatoio di accumulo, che deve avere almeno una serpentina dedicata all’alimentazione dai pannelli solari; la pompa, che è posta sul circuito tra i pannelli ed il serbatoio; una o più sonde temperatura; una valvola deviatrice; una valvola miscelatrice; una centralina di controllo. Nel solare termico forzato, il serbatoio di accumulo è separato dai pannelli solari e spesso è posto in un locale tecnico, solitamente in posizione inferiore rispetto ai pannelli. Nella maggior parte dei casi si usano serbatoi di accumulo “a più serpentine”, ognuna delle quali avvolge una porzione dell’accumulo; ogni serpentina è collegata ad un generatore diverso di acqua calda (l’impianto solare, la pompa di calore, la caldaia, e così via). Tutti insieme, questi dispositivi costituiscono un “sistema integrato” per cui l’utente utilizzerà sempre il generatore più efficiente al momento. A differenza di quanto accade per un impianto fotovoltaico, il solare termico a circolazione forzata può essere utilizzato sia per la produzione di acqua calda sanitaria che per il riscaldamento. Per il secondo utilizzo se ne consiglia l’installazione soprattutto per gli “impianti a pavimento” perché lavorano a bassa temperatura (intorno a 30-35°C) e spesso si riesce ad alimentarli quasi esclusivamente con l’impianto solare, soprattutto nelle “mezze stagioni” quando l’irraggiamento solare è sufficiente. Ovviamente nel periodo invernale, quando invece l’irraggiamento solare è inferiore, oppure per gli impianti con fan-coil che lavorano a media temperatura (intorno a 45-50°C), non è in grado di ottemperare in modo autonomo alla funzione del riscaldamento. Per questo, molto spesso si utilizza insieme ad altri generatori. Solare termico: il funzionamento di un impianto a circolazione forzata Ma come funziona il solare termico a circolazione forzata? Negli impianti solari termici combinati, i pannelli solari catturano i raggi solari e ne trasferiscono il calore alla serpentina interna che contiene il liquido vettore (una miscela di acqua ed antigelo). Il liquido vettore viene spinto dalla pompa fino alla serpentina che avvolge il serbatoio di accumulo e trasferisce il calore all’acqua che sarà utilizzata per il circuito riscaldamento oppure per il circuito sanitario. Ovviamente, i circuiti riscaldamento e sanitario sono separati. Se la sonda temperatura posta sul pannello o quella posta sul boiler rilevano che le temperature di uscita del liquido vettore o dell’acqua sono inferiori a quelle impostate, grazie alla centralina interviene uno degli altri generatori di calore presenti sull’impianto. Se l’impianto prevede una valvola deviatrice e l’altro generatore è di tipo istantaneo (come una caldaia), questa devia il flusso dell’acqua all’altro generatore chiamato ad intervenire nella produzione o nell’integrazione del riscaldamento. Quando un impianto solare termico a circolazione forzata è progettato sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria, solitamente si usano dei boiler di accumulo “tank in tank” che hanno un serbatoio più piccolo per l’acqua calda sanitaria, avvolto da uno più grande per il riscaldamento. Per un’abitazione unifamiliare di circa 150-180 metri quadrati è necessario un serbatoio di 700-1.000 litri. Vantaggi e svantaggi dei pannelli solari termici a circolazione forzata Solare è economia. Che abbiano la funzione di solo riscaldamento, di sola produzione di acqua calda sanitaria o che siano impianti solari termici combinati, i pannelli solari a circolazione forzata offrono il grande vantaggio di usare un’energia gratuita: l’energia solare! Il vantaggio che si percepisce già a breve termine è un notevole risparmio nei costi di riscaldamento e per la produzione dell’acqua calda sanitaria. Questo vantaggio economico costante e duraturo consente di ammortizzare appieno i costi iniziali per l’acquisto e l’installazione dell’impianto. I vantaggi economici si apprezzano ovviamente anche nella possibilità di poter usufruire delle agevolazioni fiscali previste dal Governo o del Conto Termico 2.0, che a conti fatti costituiscono un notevole contributo per l’acquisto di un sistema solare termico a circolazione forzata. Inoltre, su Climamarket è possibile pagare i pannelli solari comodamente a rate. Contemporaneamente, una casa dotata di un impianto solare vedrà crescere notevolmente il proprio valore di mercato. Solare è anche ecologia. Produrre acqua calda sfruttando l’energia solare significa contribuire notevolmente al risparmio globale nella produzione dell’energia elettrica e nel consumo di combustibili fossili, ed utilizzare una fonte non inquinante dando il proprio contributo alla riduzione dell’inquinamento. Un gesto di notevole importanza per il nostro pianeta, un atto di responsabilità civile e di esempio per le generazioni future.

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