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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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La guida completa alle stufe policombustibili - Climamarket
23/11/23

La guida completa alle stufe policombustibili

Una stufa a policombustibile può essere alimentata con diversi tipi di combustibili. Scopri i prezzi e come funziona. Le tradizionali stufe a biomassa, come ad esempio quelle a pellet impiegate per il riscaldamento domestico, sfruttano come combustibile biomasse legnose e vegetali. Scegliere quella giusta non è però sempre facile, soprattutto perché un certo tipo di biomassa può essere difficilmente reperibile, o soffrire troppo della stagionalità e delle fluttuazioni di prezzo sul mercato. Un problema facilmente aggirabile investendo nell'acquisto di una stufa policombustibile. Si tratta di un gioiello tecnologico assai versatile, che permette l'utilizzo di diversi tipi di combustibili. Ma come funziona una stufa a policombustibile? Ed è davvero una scelta green per riscaldare la nostra casa? Scopriamolo insieme in questa guida completa di Climamarket. Cos'è una stufa policombustibile e come funziona Lo diciamo fin da subito, scegliere una stufa policombustibile significa prima di tutto andare a risparmiare notevolmente sul combustibile, garantendosi un benessere ottimale nella propria casa, senza che vi siano dispersioni energetiche e con una diffusione omogena del calore in tutte le stanze. Allo stesso modo, è una soluzione che riduce sensibilmente l'impatto ambientale, proponendosi come una scelta green ed ecosostenibile. Per definizione, poi, le stufe a policombustibile riescono a funzionare venendo alimentate da diverse tipologie di biomasse, sia legnose che vegetali. Tra i combustibili più impiegati abbiamo ad esempio legna, pellet, segatura e trucioli, sansa, nocciolino, gusci triti, agripellet di girasole e vinaccia. In questo modo, potremo scegliere il combustibile da utilizzare tenendo conto di diversi fattori economici, stagionali e ambientali, come possono essere le normative in vigore a livello regionale, la disponibilità di una o dell'altra biomassa, oppure le fluttuazioni di prezzo del combustibile. I vantaggi di scegliere le stufe a policombustibile Proprio per come funziona, è la soluzione più indicata per chi vorrebbe avere la libertà di cambiare il combustibile a piacimento, scegliendo quello più economico in un determinato periodo. Le stufe a policombustibile offrono tutti i vantaggi delle stufe a pellet, associati ad una maggiore flessibilità di utilizzo. Non solo potremo utilizzare tanti combustibili diversi, senza rischiare di rimanere senza, ma andremo anche a risparmiare bruciando quello che nel momento è in offerta o presenta un prezzo più basso. Sempre variando combustibile, avremo anche la possibilità di scegliere la potenza calorica che meglio si sposa con le nostre esigenze termiche. In più, possono essere tranquillamente allacciate ad un impianto di riscaldamento preesistente (ai termosifoni, ad esempio), a differenza delle stufe a pellet senza canna fumaria, che per il corretto scarico dei fumi hanno comunque bisogno di un piccolo tubo di scarico. Tra gli altri vantaggi, le stufe a policombustibile presentano un design elegante e senza tempo, che si adatta tranquillamente a qualsiasi soluzione abitativa, e agli stili di arredamento più svariati. Non possiamo dimenticare neppure l'elevata autonomia della combustione di questi apparecchi, che riduce di molto la necessità di ricaricare il combustibile. Infine, come la stufa a pellet idro, la stufa policombustibile può essere sfruttata per la produzione di acqua calda sanitaria. Stufe a policombustibile: risparmio green da Climamarket Una stufa policombustibile, a fronte di quanto detto, è un sistema green ideale tanto per il riscaldamento residenziale quanto per la produzione di acqua calda ad uso sanitario, se integrato al proprio sistema di riscaldamento centralizzato. Per via del rendimento termico ottimale e dell'elevata autonomia di carico, questo dispositivo garantisce elevate prestazioni e una versatilità eccezionale. I modelli disponibili nell'eShop Climamarket sfruttano tecnologie all'avanguardia e la più vasta gamma di policombustibili per alimentare gli impianti di riscaldamento e regalarci tutto il comfort che desideriamo, riducendo sensibilmente l'impatto sull'ambiente e sul bilancio familiare. I prezzi medi vanno dai 4.000 ai 6.000 euro, per un investimento iniziale che verrà velocemente ammortizzato nel tempo grazie a bollette decisamente più leggere. In più, grazie alle offerte per il Black Friday, è possibile acquistare una nuova stufa policombustibile a prezzi ancora più vantaggiosi, con la stessa qualità che da sempre caratterizza il catalogo Climamarket.

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Pro e contro dei sanitari sospesi - Climamarket
21/11/23

Pro e contro dei sanitari sospesi

Scopri sul blog di Climamarket pro e contro dei sanitari sospesi, e se questi sono adatti al tuo bagno. Chiunque stia rinnovando il proprio bagno o realizzandolo da zero, saprà che le decisioni da prendere sono numerose per poter creare un'oasi di relax che sia al tempo stesso bella da vedere e funzionale. Una scelta importante riguarda la tipologia di sanitari da installare: in questo caso occorre prendere in considerazione tanto lo spazio a disposizione quanto le esigenze della nostra famiglia. In questo articolo, assieme agli esperti Climamarket, vogliamo allora andare ad approfondire questo aspetto, con un focus particolare su pro e contro dei sanitari sospesi. Molti credono che si tratti di articoli che tendono a staccarsi e scricchiolare, e addirittura non in grado di sorreggere adeguatamente il peso delle persone. Ma sarà davvero così? Scopriamolo subito! Vantaggi dei sanitari sospesi Caratterizzati da un design dalle linee essenziali, i sanitari bagno sospesi rappresentano certamente la scelta più moderna e funzionale per arredare un bagno. Naturalmente si tratta di una soluzione che presenta delle caratteristiche peculiari, e per questo è fondamentale analizzare pro e contro dei sanitari sospesi per capire se fanno al caso nostro. Partiamo dai vantaggi. Per loro stessa natura, i sanitari sospesi consentono di pulire i pavimenti con più facilità, perché vengono appesi al muro con delle apposite staffe. Allo stesso modo, aumentano la superficie calpestabile del pavimento, considerando che generalmente hanno dimensioni più contenute rispetto ai sanitari tradizionali da terra. Proprio per via di un ingombro ridotto, i sanitari sospesi in bagno restituiscono uno spazio più snello e luminoso, con la luce che può raggiungere ogni angolo della stanza. Il loro design ricercato, poi, rende l'ambiente bagno più moderno e accattivante, in linea con le ultime tendenza in fatto di interior design. Infine, i bagni con sanitari sospesi possono vantare uno scarico del WC assai più silenzioso: questo tipo di installazione, non a caso, richiede la creazione dello scarico a parete, il cui rumore caratteristico viene spesso isolato con dei fogli fonoassorbenti posizionati tra il vaso e la parete. Contro dei sanitari sospesi in bagno Elencati i pro, è tempo di concentrarci sui pochi svantaggi associati all'impiego di sanitari sospesi in bagno. Prima di tutto, essendo pensati per bagni di design, i sanitari sospesi costano tendenzialmente di più di quelli classici. Naturalmente il prezzo varia, e di molto, in base a tutta una serie di fattori, come la marca, la presenza o meno della brida, la forma, la profondità degli elementi, le finiture e i colori. Un altro svantaggio dei sanitari sospesi da prendere in considerazione sono i maggiori costi di predisposizione e montaggio. In particolare, per l'installazione è necessario eseguire dei lavori di muratura alle pareti per ricavare il vano per lo scarico, e al tempo stesso creare dei fori per inserire le staffe che dovranno poi sorreggere i sanitari. Non solo, prima di procedere all'installazione, dovremo verificare le condizioni del muro, per capire se è abbastanza spesso e resistente per sorreggere tutti gli elementi. Come arredare un bagno con sanitari sospesi Come già detto, la scelta dei sanitari perfetti per il proprio bagno richiede un approccio metodico. Non è infatti sufficiente conoscere pro e contro dei sanitari sospesi, ma anche valutare per prima cosa lo spazio che abbiamo a disposizione. Ciò significa prendere in considerazione le superfici disponibili e il posizionamento di tubature e scarichi, così come l'ingombro della porta e dell'eventuale finestra. Altri fattori da non sottovalutare sono anche il prezzo, la tecnologia integrata, una rubinetteria coordinata e la qualità complessiva del prodotto. In generale, il consiglio è sempre quello di non lasciarsi trascinare solo dai trend del momento, ma di ragionare anche nell'ottica della funzionalità e della fattibilità in quella che, a tutti gli effetti, è la stanza più intima e personale di tutta la casa. Nel caso specifico dei sanitari sospesi, l'installazione è possibile solo se il nostro bagno è dotato di uno scarico a parete, e se la stessa parete è spessa almeno tra i 10 e i 12 centimetri. A che altezza montare i sanitari sospesi in bagno Per quanto riguarda l'altezza del WC sospeso e del bidet abbinato, gli esperti consigliano di posizionarli a circa 38-40 centimetri da terra utilizzando delle staffe, per permettere una corretta e agevole pulizia del pavimento. Indicazioni più precise sono riportate nella scheda di montaggio di ogni prodotto, e vanno comunque valutate con attenzione prendendo come riferimento la forma e la dimensione dei sanitari. Il montaggio dei sanitari sospesi passa anche da un'attenta considerazione delle distanze. Il muro deve essere infatti abbastanza largo da permetterci di posizionare WC e bidet a una distanza di 20 centimetri tra loro, e di almeno 10 centimetri dal lavabo. Solo in questo modo il nostro nuovo bagno con sanitari sospesi si presenterà visivamente armonico e funzionale, anche nel caso sia di piccole dimensioni. Quanto peso reggono i sanitari sospesi Prendere le misure dei sanitari bagno per favorire una corretta installazione di WC e bidet sospesi è utile anche ai fini della stabilità. Sono in tanti a chiedersi se questa tipologia di sanitati corre il rischio di staccarsi dal muro, magari per via di un peso eccessivo da sostenere. In realtà, se i sanitari sono installati nel modo giusto e da personale qualificato, non si corre alcun pericolo. Grazie alle staffe per il montaggio, il peso dei sanitari e di chi vi è seduto viene scaricato direttamente sulla parete, per una portata complessiva che può arrivare a 400 chili. Bagni con sanitari sospesi: le soluzioni Climamarket Esaminati pro e contro dei sanitari sospesi, e fissati gli aspetti tecnici per l'installazione, è quindi tempo di cercare gli articoli che più si sposano con lo stile che abbiamo scelto per il nostro bagno, e naturalmente quelli che incontrano il nostro gusto personale. Nel suo ampio catalogo online, Climamarket propone diverse soluzioni di sanitari bagno, selezionate tra quelle dei migliori produttori sul mercato, per offrire ai propri clienti un giusto compromesso tra design, qualità e convenienza. E in occasione del Black Friday, anche quest'anno su Climamarket.it possiamo approfittare di tante offerte irripetibili, per acquistare sanitari sospesi ad un prezzo ribassato. 

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Il condizionatore consuma di più a caldo o a freddo? - Climamarket
16/11/23

Il condizionatore consuma di più a caldo o a freddo?

Il condizionatore consuma più a caldo o a freddo? E quanto costa riscaldare casa con un condizionatore? Le risposte sul blog di Climamarket. Il condizionatore è un apparecchio ormai molto diffuso nelle nostre case, indispensabile per regalarci il comfort desiderato. Solitamente viene utilizzato durante la stagione estiva per combattere l'afa, ma un condizionatore dotato di pompa di calore è un alleato prezioso anche quando iniziano i primi freddi autunnali, perché capace di produrre anche aria calda. E se è vero che con gli esperti Climamarket abbiamo già esaminato vantaggi e svantaggi del riscaldamento con il condizionatore e qual è la temperatura consigliata da impostare in inverno per garantirci un ottimale benessere domestico, ora vedremo se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo; e naturalmente come riscaldare casa con il condizionatore senza gravare troppo sul budget familiare. Solo in questo modo possiamo capire il reale costo del riscaldamento con condizionatore, e quando si tratta di una soluzione realmente conveniente dal punto di vista del dispendio energetico e delle spese in bolletta. Come funziona un condizionatore (a caldo e a freddo) Prima di capire se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo, è necessario comprenderne il funzionamento. In generale, possiamo dire che questo tipo di apparecchio (che ricordiamo essere dotato di tecnologia a pompa di calore) è progettato per funzionare sia per la climatizzazione invernale che per quella estiva. Per raffrescare e riscaldare gli ambienti interni della casa, un condizionatore con pompa di calore è dotato di uno scambiatore di calore e di un fluido termovettore. Quando attiviamo la funzione di riscaldamento, il calore viene prelevato dall'esterno e la macchina lo immette all'interno per raggiungere la temperatura desiderata, sfruttando l'energia elettrica per funzionare. Si tratta del processo esattamente inverso a quello di raffrescamento: in questo caso, l'aria calda indoor viene prelevata ed espulsa all'esterno, rinfrescando immediatamente l'ambiente. In base alle necessità (quindi caldo/freddo), il fluido termovettore viene riscaldato o raffrescato, sfruttando un processo di condensazione, evaporazione e compressione. Processo che avviene grazie alla presenza dello scambiatore di calore, che permetterà al macchinario di riscaldare o rinfrescare a seconda del ciclo di funzionamento avviato. Quanto consuma un condizionatore a caldo e a freddo Ma quanto costa riscaldarsi con il condizionatore? E quanto per raffrescare gli ambienti in estate? Per rispondere in modo completo, è necessario prima prendere in considerazione alcuni fattori fondamentali. Non a caso, il consumo di un impianto di climatizzazione varia in base alle caratteristiche dell'apparecchio e ad alcuni elementi ambientali. I fattori che influenzano i consumi Tra i fattori che influenzano i consumi di un condizionatore vi è prima di tutto la dimensione dell'ambiente da riscaldare o raffreddare. Logicamente, più è ampio il locale da climatizzare, più saliranno i consumi e in generale l'impatto energetico dell'apparecchio. In secondo luogo, incidono anche le dimensioni dello split e del motore esterno: per questo è importante scegliere un impianto adeguatamente dimensionato all'ambiente in cui sarà installato. Soprattutto, è l'efficienza energetica del condizionatore ad avere un impatto significativo sui consumi e sui costi in bolletta. Optare per modelli di classe A o superiore, come quelli proposti nel catalogo online di Climamarket, significa affidarsi a soluzioni dalle performance elevate, e che contemporaneamente rispettano l'ambiente e riducono gli sprechi. Non possiamo dimenticare di considerare i BTU del condizionatore, vale a dire l'unità di misura che definisce la potenza dell'impianto e il suo raggio d'azione. Infine, altri elementi di rilievo nell'ottica dei consumi sono la durata di funzionamento, la differenza tra la temperatura interna e quella esterna, l’isolamento termico dell’immobile e la sua esposizione. Quanto consuma un condizionatore per raffreddare Entrando più nello specifico, secondo i dati forniti da ENEA, un condizionatore da parete per singola stanza assorbe circa 900 watt per apparecchi di medie dimensioni e 1.400 quelli di grandi dimensioni (per raffrescare). Ciò significa che un condizionatore da 9.000 BTU consumerà circa 750 wattora, pari a 0,75 kWh, mentre un condizionatore da 12.000 BTU circa 1.050 wattora, pari a 1,05 kWh. Di media, una famiglia italiana consuma attorno ai 450 kWh l’anno solo per raffrescare gli ambienti domestici. Un dato, questo, che si riflette in una spesa annuale di circa 300 euro. Quanto costa riscaldare casa con un condizionatore Il costo del riscaldamento con il condizionatore è molto simile a quello associato alla funzione di raffrescamento. Come abbiamo già detto, il principio di funzionamento nelle due modalità è praticamente identico, con consumi teoricamente molto simili per riscaldare e rinfrescare tutte le stanze della nostra casa. A cambiare, però, è l'efficienza dei condizionatori con pompa di calore più moderni. Un modello da 1.000 watt, ad esempio, rilascia negli ambienti una potenza calorifera pari a 3.000 watt. In linea di massima, considerando anche le dimensioni dell’impianto e dell’ambiente, l’assorbimento di energia varia da 300 a 1.400 watt: un condizionatore da 9.000 BTU consumerà 0,85 kWh, mentre uno da 12.000 BTU circa 1.1 kWh; per una spesa complessiva tra i 200 e i 300 euro annui. Quando conviene usare il condizionatore per il riscaldamento Ora che abbiamo risposto alla domanda se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo, possiamo finalmente chiarire quando conviene utilizzarlo per riscaldare casa. Naturalmente, bisogna sottolineare che anche nelle zone caratterizzate da inverni miti è necessario avere a disposizione una caldaia a gas per riscaldarsi quando la temperatura scende esageratamente. Da solo, un condizionatore con pompa di calore non è capace di rispondere completamente alle esigenze di comfort termico della nostra famiglia. Rappresenta così un ottimo sistema da integrare all'impianto di riscaldamento già esistente, da accendere quando le temperature non scendono al di sotto dei 5 o 7 gradi, per affrontare così gli inverni più miti. In più, è sempre possibile alimentare il nostro condizionatore con l'energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico, abbattendo ulteriormente costi ed immissioni associati all'impianto.

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