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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Cosa fare se la caldaia perde acqua da sotto - Climamarket
19/01/24

Cosa fare se la caldaia perde acqua da sotto

Quando esce acqua dalla caldaia le cause possono essere diverse. Scopri le principali e come intervenire con gli esperti Climamarket.   Una caldaia che gocciola da sotto è sempre un problema da non sottovalutare, e che va risolto il prima possibile. Trattandosi di un apparecchio tanto importante nelle nostre case, perché incaricato di riscaldarle e produrre acqua calda ad uso sanitario, è necessario individuare subito la causa della perdita e le possibili soluzioni. Quando esce acqua dalla caldaia non possiamo infatti utilizzarla per le nostre attività quotidiane, ed è dunque necessario intervenire. Ma da dove perde acqua la caldaia e da cosa potrebbe dipendere questo malfunzionamento? Le cause di una caldaia che perde acqua da sotto possono essere diverse, e le esploreremo in questo approfondimento con gli esperti di Climamarket, esaminando anche le soluzioni specifiche per ogni tipologia di perdita. In particolare, vedremo cosa fare in caso di pressione troppo alta o troppo bassa, o quando sono presenti parti difettose o anomalie dovute ad un'errata installazione. Caldaia che gocciola per problemi di pressione Quando la caldaia perde acqua da sotto è molto probabile che si tratti di un problema di pressione. Quando troppo alta o troppo bassa, la pressione avrà un effetto immediato sulle prestazioni dell'apparecchio, portando ad una perdita di acqua. Quasi sempre una perdita di acqua dalla caldaia è associata ad un livello troppo basso di pressione nei tubi. Questo è uno scenario piuttosto comune nelle nostre case, dovuto alla presenza eccessiva di aria nell'impianto che blocca il normale passaggio dell'acqua. Possiamo intervenire sfiatando tutti i termosifoni presenti in casa, semplicemente aprendo l'apposita valvola di sfiato presente sui radiatori. Una caldaia che gocciola in modo considerevole potrebbe poi essere interessata dal problema opposto, e presentare quindi un livello di pressione troppo elevato (superiore ai 3 Bar). Noteremo che la perdita di acqua arriva dalla valvola di sfogo, che si è attivata per evitare danni alla caldaia. Ricordiamo che il livello di pressione ideale deve essere compreso tra 1,2 e 1,5 Bar: per riportarlo in questo range, dobbiamo agire sull'apposita leva per regolare la pressione. Attenzione però, se la perdita dell'acqua proviene dalla valvola di sicurezza significa che vi sono problemi più gravi, e che altre componenti fanno salire la pressione nella caldaia. Per questo, sarebbe preferibile rivolgersi a del personale specializzato. Caldaia gocciola da sotto per alcune parti difettose Se la nostra caldaia gocciola da sotto continuamente e le perdite di acqua sono molto piccole, allora è molto probabile che il problema siano i tubi o i raccordi. In questo caso, è consigliabile individuare la parte dell'apparecchio in cui è effettivamente presente la perdita, e andare a sostituirla con un nuovo articolo. Quando esce acqua dalla caldaia per un raccordo, si consiglia di andare subito a cambiare la guarnizione e di stringere meglio il collegamento; se si tratta di un tubo, è invece preferibile smontarlo e sostituirlo. Le perdite di acqua dalla caldaia potrebbero però verificarsi solo in alcuni momenti ed essere accompagnate da rumori particolari, che fanno da veri e propri "campanelli di allarme". Dovremmo quindi individuare il punto esatto della perdita e chiudere il rubinetto principale dell'acqua per interromperne il flusso, per poi contattare un tecnico per la sostituzione delle parti danneggiate. Ricordiamoci, infine, che la manutenzione ordinaria annuale gioca un ruolo fondamentale nel prevenire le perdite di acqua di una caldaia, e per assicurare sempre il massimo dell'efficienza e delle prestazioni. Dopo aver effettuato tutti i controlli del caso, il manutentore caldaia dovrà consegnarci un report sulle verifiche eseguite e, soprattutto, dovrà compilare correttamente il libretto dell’impianto.

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Come funziona una pompa di calore con fotovoltaico - Climamarket
29/12/23

Come funziona una pompa di calore con fotovoltaico

Quanto si risparmia con fotovoltaico e pompa di calore? E come funziona questa particolare tipologia di impianto? Scopri tutti i dettagli sul blog di Climamarket. L'attenzione crescente verso l'ecosostenibilità e la necessità di contenere i costi energetici hanno spinto molte famiglie a ripensare le proprie soluzioni di riscaldamento domestico. In questo contesto, le tecnologie innovative come le pompe di calore e gli impianti fotovoltaici si presentano come un'alternativa sempre più interessante ai sistemi tradizionali. L'integrazione di queste due tecnologie permette di sfruttare fonti energetiche rinnovabili, quali l'aria, l'acqua o il terreno per il riscaldamento, e la radiazione solare per la produzione di elettricità. Il risultato è un sistema altamente efficiente che consente di ridurre significativamente i consumi energetici e le emissioni inquinanti, garantendo un notevole risparmio economico a lungo termine. In questo approfondimento di Climamarket analizzeremo nel dettaglio il funzionamento di questo sistema combinato, evidenziando i vantaggi economici e ambientali che può offrire. Come funziona la pompa di calore con fotovoltaico Grazie al suo funzionamento, una pompa di calore rappresenta una tecnologia innovativa e dalla straordinaria efficienza energetica. Le pompe di calore disponibili nel catalogo Climamarket, selezionate tra quelle dei migliori produttori sul mercato, sono in grado di sfruttare il calore di una fonte esterna (acqua, aria o terra) per impiegarlo nel riscaldamento domestico. Non solo, i modelli all'avanguardia di marchi come Daikin o Hisense vanno ad invertire questo processo per rinfrescare tutti gli ambienti di casa durante la stagione estiva, e a produrre acqua calda ad uso sanitario abbinando la pompa di calore ad un sistema di accumulo. Benefici, questi, che possono essere affinati e migliorati in modo esponenziale tramite una pompa di calore ibrida o, ancora meglio, la combinazione di pompa di calore e fotovoltaico. In un sistema di tale portata, il compressore della pompa di calore viene alimentato direttamente con l'impianto fotovoltaico, aumentando l’autoconsumo di corrente elettrica e riducendo i costi in bolletta. Per spiegarla in modo più semplice, immagina la tua casa come un contenitore di calore. In inverno, vorresti mantenerlo caldo, mentre in estate preferiresti rinfrescarlo. La pompa di calore è un po' come un frigorifero al contrario: invece di estrarre il calore dagli alimenti per mantenerli freschi, estrae il calore dall'aria esterna (anche quando fa freddo!) o dal terreno e lo trasferisce all'interno della tua casa. E il fotovoltaico in tutto questo? I pannelli fotovoltaici, posizionati sul tetto, catturano l'energia del sole e la trasformano in elettricità. Questa elettricità serve ad alimentare la pompa di calore, rendendo il sistema completamente autonomo e a basso impatto ambientale. Quindi, come funziona questo duo dinamico? I pannelli fotovoltaici assorbono la luce solare e producono elettricità. L'elettricità prodotta dai pannelli alimenta il compressore della pompa di calore. La pompa di calore preleva il calore dall'ambiente esterno (aria, acqua o terreno) e lo comprime. Il calore compresso viene trasferito all'interno della tua casa attraverso un fluido termovettore. A seconda della stagione, il sistema può riscaldare o raffreddare gli ambienti domestici e produrre acqua calda sanitaria. Tutti i vantaggi di una pompa di calore con pannelli fotovoltaici Tra i sistemi integrati di autoproduzione di energia, quello che combina fotovoltaico e pompa di calore è associato a tutta una serie di benefici (economici, ambientali e abitativi) tipici di questa soluzione di riscaldamento residenziale; e che, tutti insieme, definiscono effettivamente quanto si risparmia con fotovoltaico e pompa di calore. Riduzione dell’inquinamento L'integrazione della pompa di calore con il fotovoltaico permette prima di tutto di ridurre sensibilmente l'impatto ambientale associato all'impianto di riscaldamento. Se le pompe di calore utilizzano fonti naturali per produrre energia e riscaldare (o raffrescare) la nostra casa, un sistema ibrido con fotovoltaico permette di fare lo stesso senza emissioni di C02 e incrementando la quota di energia proveniente da fonte solare. Risparmio economico Installare un impianto integrato con pompa di calore e fotovoltaico assicura anche un notevole risparmio economico. Non solo grazie a costi in bolletta decisamente ridimensionati, ma anche per via della possibilità di accedere alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica previste dal Governo, con cui recuperare parte delle spese sostenute per l'acquisto dei due impianti. Contemporaneamente, con lo scambio sul posto l'energia prodotta in eccesso è distribuita alla rete elettrica nazionale, e l'utente riceverà un rimborso dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Bassa manutenzione Un sistema ibrido con fotovoltaico e pompa di calore si lascia apprezzare anche per la minima manutenzione richiesta. Si tratta infatti di sistemi che notoriamente richiedono pochi interventi di manutenzione, perché privi di parti meccaniche in movimento, di serbatoi di carburante o di canne fumarie. Nello specifico, per la pompa di calore è sufficiente un controllo biennale da parte di un tecnico specializzato, che misurerà la temperatura e la pressione dell'apparecchio; per l'impianto fotovoltaico, basterà invece una buona pulizia annuale. Maggiore comfort abitativo Installando un impianto fotovoltaico con pompa di calore si usufruisce quindi di un sistema multifunzione, adatto a riscaldare l'abitazione durante l'inverno, a rinfrescarla in estate e a fornire tutta l'acqua calda sanitaria di cui si ha bisogno. Questo sistema integrato va quindi ad aumentare il comfort abitativo, funzionando in modo molto silenzioso per tutto l'anno. Gli svantaggi di un impianto ibrido L'impianto ibrido pompa di calore e fotovoltaico, pur presentando numerosi vantaggi, non è esente da alcuni svantaggi che è importante considerare prima di effettuare un investimento di questo tipo. Costo iniziale elevato L'investimento iniziale per installare un impianto ibrido pompa di calore con fotovoltaico è sicuramente superiore rispetto a soluzioni tradizionali. Questo è dovuto al costo dei pannelli fotovoltaici, della pompa di calore e dell'installazione. Tuttavia, nel lungo periodo, i risparmi sulla bolletta elettrica e gli incentivi statali possono ammortizzare questa spesa. Dipendenza dalle condizioni climatiche L'efficienza della pompa di calore può variare in base alle temperature esterne. In condizioni climatiche particolarmente rigide, la pompa di calore potrebbe richiedere un maggiore consumo energetico e, in alcuni casi, potrebbe essere necessario affiancare un sistema di riscaldamento tradizionale come supporto. Installazione e complessità del sistema L'installazione di un impianto ibrido richiede competenze specifiche e l'intervento di tecnici qualificati. È importante rivolgersi a professionisti affidabili per garantire un'installazione corretta e sicura. Non solo, rispetto a un sistema di riscaldamento tradizionale, un impianto ibrido è più complesso e richiede una progettazione accurata per garantire il massimo rendimento e la compatibilità con l'edificio. Il costo della pompa di calore per termosifoni con fotovoltaico Il costo totale di un impianto di questo tipo è influenzato da numerosi fattori, tra cui: Potenza dell'impianto fotovoltaico: La quantità di energia solare che l'impianto è in grado di produrre dipende dalla sua potenza, espressa in kilowatt (kW). Maggiore è la potenza, maggiore sarà il costo iniziale. Dimensioni dell'abitazione: Le dimensioni dell'edificio da riscaldare influenzano la potenza necessaria della pompa di calore e, di conseguenza, il costo dell'impianto. Tipologia di pompa di calore: Esistono diverse tipologie di pompe di calore, ognuna con caratteristiche e costi differenti. La scelta della pompa di calore più adatta dipende dalle esigenze specifiche dell'abitazione e del clima. Sistema di accumulo: L'installazione di un sistema di accumulo (batterie) permette di immagazzinare l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico e di utilizzarla anche quando non c'è sole. Il costo di un sistema di accumulo può variare notevolmente in base alla sua capacità. Manodopera: Il costo della manodopera per l'installazione dell'impianto è un altro fattore importante da considerare. Incentivi statali: In molti Paesi, tra cui l'Italia, sono previsti incentivi statali per l'installazione di impianti fotovoltaici e di sistemi di riscaldamento sostenibili. Questi incentivi possono ridurre significativamente il costo totale dell'impianto. L’installazione di un impianto ibrido pompa di calore e fotovoltaico ha un investimento iniziale significativo, ma può portare a notevoli risparmi nel lungo periodo grazie alla riduzione dei costi energetici e agli incentivi statali. È importante valutare attentamente tutti i fattori che influenzano il costo e scegliere un impianto dimensionato correttamente per le proprie esigenze. Fotovoltaico e pompa di calore conviene davvero? A questo punto è chiaro che la combinazione tra pompa di calore e fotovoltaico rappresenta ad oggi una delle migliori soluzioni disponibili per risparmiare sui consumi, ridurre le emissioni inquinanti e rispondere a tutte le esigenze termiche di una famiglia. Da sola, una pompa di calore ha la capacità di abbattere i consumi annui fino al 75%, mentre associandovi il fotovoltaico è possibile alimentarla con energia pulita ed incrementare il già notevole vantaggio economico. La convenienza effettiva di questo sistema si esprime anche nelle già citate agevolazioni fiscali, così come nella valorizzazione commerciale del proprio immobile grazie all'aumento della sua classe energetica. Fotovoltaico e pompa di calore: domande frequenti Come funziona il riscaldamento con fotovoltaico e pompa di calore? L'impianto fotovoltaico cattura l'energia solare e la converte in elettricità. Questa energia alimenta la pompa di calore, che preleva il calore dall'aria esterna (anche in inverno) e lo amplifica, riscaldando così l'ambiente interno. In pratica, sfruttiamo l'energia del sole per riscaldare la nostra casa in modo ecologico ed economico. Quanto costa un impianto fotovoltaico da 6 kW con pompa di calore? Il costo può variare molto a seconda di diversi fattori: dimensioni dell'impianto, tipologia di pompa di calore, marca dei componenti, zona geografica e incentivi statali. In generale, puoi aspettarti un investimento iniziale, ma a lungo termine i risparmi sulla bolletta elettrica compenseranno ampiamente la spesa. Quanti pannelli fotovoltaici per alimentare una pompa di calore? Il numero di pannelli dipende da diversi fattori: potenza della pompa di calore, consumo energetico, orientamento del tetto, irraggiamento solare nella zona. Non esiste una risposta univoca, ma un tecnico specializzato sarà in grado di effettuare un calcolo preciso in base alle tue esigenze specifiche. Quanto consuma una pompa di calore con fotovoltaico? Il consumo di una pompa di calore dipende da diversi fattori, come la temperatura esterna, la temperatura desiderata all'interno, la dimensione dell'ambiente da riscaldare e l'efficienza della pompa di calore stessa. Tuttavia, è importante sottolineare che una pompa di calore consuma molta meno energia elettrica rispetto a un tradizionale sistema di riscaldamento a gas o a olio. Inoltre, se l'energia utilizzata proviene dall'impianto fotovoltaico, il costo del riscaldamento si riduce ulteriormente.

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Come fare la manutenzione della stufa a pellet - Climamarket
27/12/23

Come fare la manutenzione della stufa a pellet

Quanto costa la manutenzione della stufa a pellet? E come farla nel modo corretto? Scopri i consigli dei professionisti Climamarket.   Soprattutto negli ultimi anni, le stufe a pellet sono sempre più diffuse per il riscaldamento domestico. Si tratta non a caso di soluzioni che permettono di risparmiare e di gestire autonomamente i propri consumi, grazie all'impiego di un combustibile particolarmente economico, che riduce l'inquinamento e garantisce ottime prestazioni. Scegliere un'ottima stufa per riscaldare casa e alimentarla con un pellet di qualità non basta però per ottenere il massimo del comfort tra le mura domestiche. È infatti necessario procedere con la corretta manutenzione della stufa a pellet, sia ordinaria che straordinaria, in modo da garantire la resa del pellet e limitare la produzione di sostanze nocive. Se la prima può essere effettuata in autonomia, aiutandosi con gli appositi kit di pulizia in commercio, la seconda è una vera e propria revisione obbligatoria, e va quindi effettuata da un tecnico specializzato. In questo approfondimento di Climamarket andremo allora a vedere come fare la manutenzione della stufa a pellet nel modo giusto, quali sono le tempistiche per la revisione, i costi associati e le eventuali sanzioni in caso di inadempienza. Manutenzione ordinaria: la pulizia delle stufe a pellet La manutenzione della stufa a pellet passa prima di tutto per quella ordinaria, e dunque per la corretta pulizia del dispositivo. Solitamente viene eseguita in autonomia, considerando che comprende interventi di pulizia che vanno effettuati molto spesso. In particolare, il controllo del focolare e del braciere andrebbe eseguito ogni due o tre giorni, ma la frequenza dipende molto dall'utilizzo che facciamo della stufa. In ogni caso, andiamo a pulire la nostra stufa a pellet sempre con il dispositivo spento e ormai freddo, utilizzando anche gli appositi kit per la manutenzione ordinaria della stufa per eliminare ceneri e residui che potrebbero impedire il giusto afflusso di aria nella camera di combustione. Meno frequente, invece, il lavaggio del vetro della stufa. Questo può essere eseguito in modo facile e veloce con uno spray neutro e un panno non abrasivo, in modo da rimuovere tutta la cenere depositata. Allo stesso modo, cerchiamo di pulire anche la canna fumaria utilizzando un'aspirapolvere o un bidone aspiratutto, eliminando tutti quei residui che potrebbero aumentare la probabilità di incendi. Manutenzione straordinaria della stufa a pellet: costi e obblighi Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria della stufa a pellet, è necessaria per la revisione obbligatoria e deve essere effettuata da un tecnico specializzato. In particolare, queste operazioni di pulizia più approfondita dell'apparecchio prevedono la pulizia della canna fumaria, la verifica della tenuta delle guarnizioni, il controllo dell’emissione dei fumi e dei componenti elettromeccanici, e l’asportazione dei residui presenti nelle parti più interne della stufa. Ogni quanto fare la revisione obbligatoria Come detto, tutti coloro che si sono affidati ad una stufa a pellet per il riscaldamento della propria casa sono tenuti a far eseguire esclusivamente da un tecnico una revisione obbligatoria del dispositivo. L'intervento di manutenzione straordinaria va fatto ogni anno ed è di fondamentale importanza, non solo perché permette alla stufa di funzionare perfettamente, ma anche e soprattutto per una questione di sicurezza. Quanto costa la manutenzione della stufa a pellet Trattandosi di una prestazione da affidare ad un professionista, i costi della revisione obbligatoria annuale della stufa a pellet possono variare in base alle tariffe applicate dallo specialista. Di media, il prezzo della manutenzione annuale è di circa 80 euro per gli interventi di base, e tra i 150 e i 200 euro per i controlli più approfonditi con la manutenzione della canna fumaria. Il costo andrà poi a salire se ci sono dei malfunzionamenti che richiedono interventi specifici. Da qui, è facile dedurre che i costi di manutenzione si ridurranno scegliendo una stufa a pellet senza canna fumaria, un sistema di riscaldamento ecologico, economico ed ecosostenibile. A fronte di un investimento iniziale maggiore, questi modelli sprovvisti di canna fumaria richiedono interventi di pulizia più rapidi e meno costosi, e permettono quindi di risparmiare ulteriormente. Sanzioni per chi non fa la manutenzione della stufa a pellet Capito come fare e quanto costa la manutenzione di una stufa a pellet, è importante ricordare quali sono le sanzioni riservate a chi non effettua la revisione obbligatoria annuale. Il DPR 74 del 2013 fissa una multa da 500 a 3.000 euro per la mancanza del libretto (consegnato dal tecnico al momento della revisione) o della manutenzione annuale secondo la scadenza prevista. Gli installatori che non rilasciando la documentazione rischiano invece tra i 1.000 e i 6.000 euro di multa. Saltare la manutenzione obbligatoria della stufa a pellet, oltre alle pesanti sanzioni, rischia soprattutto di compromettere il funzionamento dell'apparecchio, e di causare danni all'ambiente e alla sicurezza.

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