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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Pro e contro dei sanitari sospesi - Climamarket
21/11/23

Pro e contro dei sanitari sospesi

Scopri sul blog di Climamarket pro e contro dei sanitari sospesi, e se questi sono adatti al tuo bagno. Chiunque stia rinnovando il proprio bagno o realizzandolo da zero, saprà che le decisioni da prendere sono numerose per poter creare un'oasi di relax che sia al tempo stesso bella da vedere e funzionale. Una scelta importante riguarda la tipologia di sanitari da installare: in questo caso occorre prendere in considerazione tanto lo spazio a disposizione quanto le esigenze della nostra famiglia. In questo articolo, assieme agli esperti Climamarket, vogliamo allora andare ad approfondire questo aspetto, con un focus particolare su pro e contro dei sanitari sospesi. Molti credono che si tratti di articoli che tendono a staccarsi e scricchiolare, e addirittura non in grado di sorreggere adeguatamente il peso delle persone. Ma sarà davvero così? Scopriamolo subito! Vantaggi dei sanitari sospesi Caratterizzati da un design dalle linee essenziali, i sanitari bagno sospesi rappresentano certamente la scelta più moderna e funzionale per arredare un bagno. Naturalmente si tratta di una soluzione che presenta delle caratteristiche peculiari, e per questo è fondamentale analizzare pro e contro dei sanitari sospesi per capire se fanno al caso nostro. Partiamo dai vantaggi. Per loro stessa natura, i sanitari sospesi consentono di pulire i pavimenti con più facilità, perché vengono appesi al muro con delle apposite staffe. Allo stesso modo, aumentano la superficie calpestabile del pavimento, considerando che generalmente hanno dimensioni più contenute rispetto ai sanitari tradizionali da terra. Proprio per via di un ingombro ridotto, i sanitari sospesi in bagno restituiscono uno spazio più snello e luminoso, con la luce che può raggiungere ogni angolo della stanza. Il loro design ricercato, poi, rende l'ambiente bagno più moderno e accattivante, in linea con le ultime tendenza in fatto di interior design. Infine, i bagni con sanitari sospesi possono vantare uno scarico del WC assai più silenzioso: questo tipo di installazione, non a caso, richiede la creazione dello scarico a parete, il cui rumore caratteristico viene spesso isolato con dei fogli fonoassorbenti posizionati tra il vaso e la parete. Contro dei sanitari sospesi in bagno Elencati i pro, è tempo di concentrarci sui pochi svantaggi associati all'impiego di sanitari sospesi in bagno. Prima di tutto, essendo pensati per bagni di design, i sanitari sospesi costano tendenzialmente di più di quelli classici. Naturalmente il prezzo varia, e di molto, in base a tutta una serie di fattori, come la marca, la presenza o meno della brida, la forma, la profondità degli elementi, le finiture e i colori. Un altro svantaggio dei sanitari sospesi da prendere in considerazione sono i maggiori costi di predisposizione e montaggio. In particolare, per l'installazione è necessario eseguire dei lavori di muratura alle pareti per ricavare il vano per lo scarico, e al tempo stesso creare dei fori per inserire le staffe che dovranno poi sorreggere i sanitari. Non solo, prima di procedere all'installazione, dovremo verificare le condizioni del muro, per capire se è abbastanza spesso e resistente per sorreggere tutti gli elementi. Come arredare un bagno con sanitari sospesi Come già detto, la scelta dei sanitari perfetti per il proprio bagno richiede un approccio metodico. Non è infatti sufficiente conoscere pro e contro dei sanitari sospesi, ma anche valutare per prima cosa lo spazio che abbiamo a disposizione. Ciò significa prendere in considerazione le superfici disponibili e il posizionamento di tubature e scarichi, così come l'ingombro della porta e dell'eventuale finestra. Altri fattori da non sottovalutare sono anche il prezzo, la tecnologia integrata, una rubinetteria coordinata e la qualità complessiva del prodotto. In generale, il consiglio è sempre quello di non lasciarsi trascinare solo dai trend del momento, ma di ragionare anche nell'ottica della funzionalità e della fattibilità in quella che, a tutti gli effetti, è la stanza più intima e personale di tutta la casa. Nel caso specifico dei sanitari sospesi, l'installazione è possibile solo se il nostro bagno è dotato di uno scarico a parete, e se la stessa parete è spessa almeno tra i 10 e i 12 centimetri. A che altezza montare i sanitari sospesi in bagno Per quanto riguarda l'altezza del WC sospeso e del bidet abbinato, gli esperti consigliano di posizionarli a circa 38-40 centimetri da terra utilizzando delle staffe, per permettere una corretta e agevole pulizia del pavimento. Indicazioni più precise sono riportate nella scheda di montaggio di ogni prodotto, e vanno comunque valutate con attenzione prendendo come riferimento la forma e la dimensione dei sanitari. Il montaggio dei sanitari sospesi passa anche da un'attenta considerazione delle distanze. Il muro deve essere infatti abbastanza largo da permetterci di posizionare WC e bidet a una distanza di 20 centimetri tra loro, e di almeno 10 centimetri dal lavabo. Solo in questo modo il nostro nuovo bagno con sanitari sospesi si presenterà visivamente armonico e funzionale, anche nel caso sia di piccole dimensioni. Quanto peso reggono i sanitari sospesi Prendere le misure dei sanitari bagno per favorire una corretta installazione di WC e bidet sospesi è utile anche ai fini della stabilità. Sono in tanti a chiedersi se questa tipologia di sanitati corre il rischio di staccarsi dal muro, magari per via di un peso eccessivo da sostenere. In realtà, se i sanitari sono installati nel modo giusto e da personale qualificato, non si corre alcun pericolo. Grazie alle staffe per il montaggio, il peso dei sanitari e di chi vi è seduto viene scaricato direttamente sulla parete, per una portata complessiva che può arrivare a 400 chili. Bagni con sanitari sospesi: le soluzioni Climamarket Esaminati pro e contro dei sanitari sospesi, e fissati gli aspetti tecnici per l'installazione, è quindi tempo di cercare gli articoli che più si sposano con lo stile che abbiamo scelto per il nostro bagno, e naturalmente quelli che incontrano il nostro gusto personale. Nel suo ampio catalogo online, Climamarket propone diverse soluzioni di sanitari bagno, selezionate tra quelle dei migliori produttori sul mercato, per offrire ai propri clienti un giusto compromesso tra design, qualità e convenienza. E in occasione del Black Friday, anche quest'anno su Climamarket.it possiamo approfittare di tante offerte irripetibili, per acquistare sanitari sospesi ad un prezzo ribassato. 

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Il condizionatore consuma di più a caldo o a freddo? - Climamarket
16/11/23

Il condizionatore consuma di più a caldo o a freddo?

Il condizionatore consuma più a caldo o a freddo? E quanto costa riscaldare casa con un condizionatore? Le risposte sul blog di Climamarket. Il condizionatore è un apparecchio ormai molto diffuso nelle nostre case, indispensabile per regalarci il comfort desiderato. Solitamente viene utilizzato durante la stagione estiva per combattere l'afa, ma un condizionatore dotato di pompa di calore è un alleato prezioso anche quando iniziano i primi freddi autunnali, perché capace di produrre anche aria calda. E se è vero che con gli esperti Climamarket abbiamo già esaminato vantaggi e svantaggi del riscaldamento con il condizionatore e qual è la temperatura consigliata da impostare in inverno per garantirci un ottimale benessere domestico, ora vedremo se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo; e naturalmente come riscaldare casa con il condizionatore senza gravare troppo sul budget familiare. Solo in questo modo possiamo capire il reale costo del riscaldamento con condizionatore, e quando si tratta di una soluzione realmente conveniente dal punto di vista del dispendio energetico e delle spese in bolletta. Come funziona un condizionatore (a caldo e a freddo) Prima di capire se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo, è necessario comprenderne il funzionamento. In generale, possiamo dire che questo tipo di apparecchio (che ricordiamo essere dotato di tecnologia a pompa di calore) è progettato per funzionare sia per la climatizzazione invernale che per quella estiva. Per raffrescare e riscaldare gli ambienti interni della casa, un condizionatore con pompa di calore è dotato di uno scambiatore di calore e di un fluido termovettore. Quando attiviamo la funzione di riscaldamento, il calore viene prelevato dall'esterno e la macchina lo immette all'interno per raggiungere la temperatura desiderata, sfruttando l'energia elettrica per funzionare. Si tratta del processo esattamente inverso a quello di raffrescamento: in questo caso, l'aria calda indoor viene prelevata ed espulsa all'esterno, rinfrescando immediatamente l'ambiente. In base alle necessità (quindi caldo/freddo), il fluido termovettore viene riscaldato o raffrescato, sfruttando un processo di condensazione, evaporazione e compressione. Processo che avviene grazie alla presenza dello scambiatore di calore, che permetterà al macchinario di riscaldare o rinfrescare a seconda del ciclo di funzionamento avviato. Quanto consuma un condizionatore a caldo e a freddo Ma quanto costa riscaldarsi con il condizionatore? E quanto per raffrescare gli ambienti in estate? Per rispondere in modo completo, è necessario prima prendere in considerazione alcuni fattori fondamentali. Non a caso, il consumo di un impianto di climatizzazione varia in base alle caratteristiche dell'apparecchio e ad alcuni elementi ambientali. I fattori che influenzano i consumi Tra i fattori che influenzano i consumi di un condizionatore vi è prima di tutto la dimensione dell'ambiente da riscaldare o raffreddare. Logicamente, più è ampio il locale da climatizzare, più saliranno i consumi e in generale l'impatto energetico dell'apparecchio. In secondo luogo, incidono anche le dimensioni dello split e del motore esterno: per questo è importante scegliere un impianto adeguatamente dimensionato all'ambiente in cui sarà installato. Soprattutto, è l'efficienza energetica del condizionatore ad avere un impatto significativo sui consumi e sui costi in bolletta. Optare per modelli di classe A o superiore, come quelli proposti nel catalogo online di Climamarket, significa affidarsi a soluzioni dalle performance elevate, e che contemporaneamente rispettano l'ambiente e riducono gli sprechi. Non possiamo dimenticare di considerare i BTU del condizionatore, vale a dire l'unità di misura che definisce la potenza dell'impianto e il suo raggio d'azione. Infine, altri elementi di rilievo nell'ottica dei consumi sono la durata di funzionamento, la differenza tra la temperatura interna e quella esterna, l’isolamento termico dell’immobile e la sua esposizione. Quanto consuma un condizionatore per raffreddare Entrando più nello specifico, secondo i dati forniti da ENEA, un condizionatore da parete per singola stanza assorbe circa 900 watt per apparecchi di medie dimensioni e 1.400 quelli di grandi dimensioni (per raffrescare). Ciò significa che un condizionatore da 9.000 BTU consumerà circa 750 wattora, pari a 0,75 kWh, mentre un condizionatore da 12.000 BTU circa 1.050 wattora, pari a 1,05 kWh. Di media, una famiglia italiana consuma attorno ai 450 kWh l’anno solo per raffrescare gli ambienti domestici. Un dato, questo, che si riflette in una spesa annuale di circa 300 euro. Quanto costa riscaldare casa con un condizionatore Il costo del riscaldamento con il condizionatore è molto simile a quello associato alla funzione di raffrescamento. Come abbiamo già detto, il principio di funzionamento nelle due modalità è praticamente identico, con consumi teoricamente molto simili per riscaldare e rinfrescare tutte le stanze della nostra casa. A cambiare, però, è l'efficienza dei condizionatori con pompa di calore più moderni. Un modello da 1.000 watt, ad esempio, rilascia negli ambienti una potenza calorifera pari a 3.000 watt. In linea di massima, considerando anche le dimensioni dell’impianto e dell’ambiente, l’assorbimento di energia varia da 300 a 1.400 watt: un condizionatore da 9.000 BTU consumerà 0,85 kWh, mentre uno da 12.000 BTU circa 1.1 kWh; per una spesa complessiva tra i 200 e i 300 euro annui. Quando conviene usare il condizionatore per il riscaldamento Ora che abbiamo risposto alla domanda se il condizionatore consuma più a caldo o a freddo, possiamo finalmente chiarire quando conviene utilizzarlo per riscaldare casa. Naturalmente, bisogna sottolineare che anche nelle zone caratterizzate da inverni miti è necessario avere a disposizione una caldaia a gas per riscaldarsi quando la temperatura scende esageratamente. Da solo, un condizionatore con pompa di calore non è capace di rispondere completamente alle esigenze di comfort termico della nostra famiglia. Rappresenta così un ottimo sistema da integrare all'impianto di riscaldamento già esistente, da accendere quando le temperature non scendono al di sotto dei 5 o 7 gradi, per affrontare così gli inverni più miti. In più, è sempre possibile alimentare il nostro condizionatore con l'energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico, abbattendo ulteriormente costi ed immissioni associati all'impianto.

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Fasce orarie risparmio energetico: una guida - Climamarket
07/11/23

Fasce orarie risparmio energetico: una guida

Qual è la fascia oraria più economica per l'energia elettrica? E come funzionano gli orari per il risparmio energetico? Scoprilo sul blog Climamarket. Quello degli orari per il risparmio energetico è un argomento estremamente attuale, e che non andrebbe assolutamente sottovalutato da chi vuole risparmiare sulle bollette della luce. Quando dobbiamo attivare un'utenza di energia elettrica a casa, è infatti fondamentale valutare quale tipo di tariffa sia più conveniente, e in linea con le esigenze specifiche della nostra famiglia. E se è vero che il prezzo dell'energia elettrica varia in base ai giorni e alle ore della giornata, si fa allora importante sapere qual è la fascia oraria più economica per l'energia elettrica, e come funzionano le fasce orarie per il risparmio energetico. Domande a cui andremo a rispondere in questa guida completa, grazie all'aiuto degli esperti Climamarket. Cosa sono le fasce orarie per risparmio energetico La crisi energetica e il caro bollette hanno attivato un virtuoso processo di cambiamento nelle nostre abitudini di consumo. Dagli impianti di riscaldamento, ora più ecosostenibili e votati al risparmio, a sistemi come la VMC orientati all'efficientamento energetico, passando pure per gli orari risparmio energetico, adeguarsi è quanto mai necessario. Fortunatamente il funzionamento delle fasce orarie per l'energia elettrica è piuttosto semplice, e segue uno schema ben preciso che viene applicato alle offerte luce casa presenti sul mercato. Schema che possiamo quindi tenere sempre a mente per avviare gli elettrodomestici più energivori solo durante gli orari in cui il prezzo dell'energia elettrica è più conveniente. In particolare, la Fascia 1 (F1) è quella che va dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività nazionali, vale a dire le ore di punta in cui cresce la richiesta di energia; la Fascia 2 (F2) si applica invece durante i giorni feriali nelle ore intermedie (quindi dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00), sempre escluse le festività nazionali, e a prezzi inferiori rispetto alla fascia precedente; infine, la Fascia 3 (F3) è quella applicata la sera (dalle 23:00 alle 7:00), durante i weekend e nei festivi, a costi notevolmente più bassi. Qual è la fascia oraria più economica per l'energia elettrica? A fronte delle fasce orarie per il risparmio energetico, è possibile capire quando è più conveniente far partire gli elettrodomestici che abbiamo in casa (come ad esempio la lavatrice), così da ricevere una bolletta più leggera. In linea di massima, ciò dipende dalle condizioni contrattuali della fornitura che abbiamo scelto: attiveremo la lavatrice o il forno durante la fascia intermedia (F2) o quella fuori punta (F3), nel caso la nostra sia una tariffa bioraria o multioraria; l'avvio degli elettrodomestici per chi ha una tariffa monoraria può invece avvenire in qualsiasi ora del giorno, perché il prezzo dell'energia elettrica resta bloccato. Vediamo come funzionano nel dettaglio. Tariffa monoraria Con la tariffa luce monoraria è previsto un prezzo fisso per l'elettricità durante tutta la giornata, a prescindere dall'orario in cui stiamo effettivamente consumando. Si tratta insomma di una soluzione conveniente per chi impiega molta energia elettrica durante il giorno, sia nelle ore diurne che serali. Queste tariffe sono disponibili nel contratto di maggior tutela solamente per coloro che non dispongono ancora di un contatore elettronico, e sono fissate ogni trimestre dall'ARERA. Sul mercato libero tutti possono scegliere una tariffa monoraria, a condizioni e prezzi variabili stabiliti dai fornitori. Tariffa bioraria Nella tariffa luce bioraria sono previsti due prezzi distinti. Uno, quello più alto, è applicato ai consumi che avvengono dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 (fascia F1), l'altro (più basso) è invece applicato ai consumi che avvengono in tutti gli altri orari (fasce F2 e F3). I prezzi di queste tariffe sono fissati dall'ARERA ogni trimestre per le offerte luce in maggior tutela. Nel mercato libero, tutte le famiglie che dispongono di un contatore elettronico possono scegliere una tariffa bioraria, con prezzi sempre stabiliti dai venditori. Questa tipologia di tariffa è pensata maggiormente per chi utilizza l'energia elettrica soprattutto durante le ore serali, quando il costo è inferiore rispetto a quelle diurne. Tariffa multioraria Infine, nella tariffa luce multioraria sono presenti tre fasce orarie luce diverse, che variano in base al giorno della settimana e al momento della giornata. Abbiamo così la fascia di punta, quella intermedia, e la fascia fuori punta. Si tratta insomma delle fasce F1, F2 e F3 viste in precedenza, che rendono la tariffa multioraria consigliabile a chi impiega una quantità maggiore di energia elettrica durante le ore notturne. Orari risparmio energetico e tariffe luce: come scegliere quella giusta Gli orari risparmio energetico, come il nome stesso suggerisce, definiscono un sistema di fasce orarie a cui bisogna prestare attenzione per risparmiare sulla bolletta. Contemporaneamente, è utile individuare la tariffa più in linea con le proprie abitudini di consumo, in modo da poterne sfruttare tutti i vantaggi. Vien da sé che, nonostante con una tariffa bioraria o multioraria sia possibile risparmiare di più nelle ore serali e nei weekend, queste diventino del tutto inutili per chi non ha la possibilità di sfruttare nel quotidiano quelle specifiche fasce orarie.

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