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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Tutto sulla manutenzione VMC, dai filtri alla pulizia - Climamarket
03/03/22

Tutto sulla manutenzione VMC, dai filtri alla pulizia

Non sai come pulire i filtri VMC e quali scegliere per il tuo impianto? Ecco tutto quello che devi sapere in fatto di manutenzione.   Gli impianti di ventilazione meccanica controllata, detti anche VMC, sono i sistemi più evoluti ed efficaci in termini di ricambio dell'aria e ventilazione all'interno degli ambienti domestici, soprattutto in quegli edifici moderni particolarmente isolati dal punto di vista termico. Sistemi, questi, che per loro stessa natura producono un'areazione forzata indoor, senza dovere aprire porte e finestre. Portano infatti all'esterno l'aria ormai satura e contemporaneamente immettono all'interno quella esterna, che viene accuratamente filtrata da agenti inquinanti, pollini e umidità. Se la nostra casa è dotata di un impianto VMC, potremo quindi sempre beneficiare di aria pulita e sana, per un ambiente salubre e favorevole al benessere psicofisico nostro e di tutta la famiglia. Non è però sufficiente la sola installazione: la manutenzione è infatti sinonimo di massima efficienza per questo tipo di tecnologia, e tenere puliti filtri e condotti garantisce il funzionamento ottimale. Scopriamo quindi come eseguire correttamente la manutenzione della VMC grazie ai consigli di Climamarket. Manutenzione VMC: quando pulire l'impianto La manutenzione di un impianto a ventilazione meccanica controllata non andrebbe mai trascurata, perché è essenziale per garantire aria sana e pulita negli ambienti chiusi, e per mantenere tutti quei vantaggi peculiari legati al benessere degli abitanti e al contenimento degli sprechi energetici. Una mancata cura può infatti favorire l'insorgere di cattivi odori e la sgradevole sensazione di aria viziata. La frequenza della manutenzione VMC dipende da svariati fattori, come possono essere le condizioni ambientali, il posizionamento del macchinario, la localizzazione geografica, e naturalmente la tipologia di edificio in cui è installato l'impianto. La pulizia, poi, non riguarda solo i filtri - operazione che andrebbe effettuata ogni 3 mesi o almeno in corrispondenza dei cambi di stagione - ma anche lo scambiatore di calore, i tubi e i condotti di aspirazione, espulsione e distribuzione dell’aria. Di conseguenza si fa importantissima la pulizia periodica di tutti i componenti: per alcune parti può essere eseguita in autonomia, per altre è opportuno affidarsi a personale esperto e qualificato. Come lavare i filtri VMC L'intero funzionamento dei sistemi a ventilazione meccanica controllata ruota attorno ai filtri, che svolgono un duplice ruolo: da una parte vanno a filtrare l'aria trattenendo polvere, particolato, pollini e agenti inquinanti, e dall'altro salvaguardano l'integrità del recuperatore di calore. Quando il filtro è sporco, a ridursi sono sia la salubrità dell'aria indoor che l'efficienza dello stesso impianto, mentre contemporaneamente aumentano la rumorosità della macchina e i consumi energetici - assieme ai costi sostenuti in bolletta. Ma come lavare i filtri VMC? Questa operazione andrebbe eseguita ogni 3 mesi, per quanto le centraline dell’impianto siano programmate in modo da comunicare quando questo necessita di manutenzione. Generalmente, il consiglio è quello di non limitarsi a lavare i filtri a mano con l'acqua, in quanto andremmo ad eliminare solo la polvere superficiale, rischiando la comparsa di muffe. Meglio sarebbe l'azione di una aspirapolvere, che può assorbire tutte quelle impurità che si nascondono in profondità. La manutenzione ordinaria dell’impianto, che comprende la pulizia dei filtri, può essere eseguita dall'utente finale, assieme alla loro sostituzione almeno ogni 6 mesi. Un'operazione piuttosto semplice e di facile esecuzione, per cui è opportuno dotarsi di guanti per evitare di entrare in contatto diretto con tutti gli agenti inquinanti precedentemente catturati, provvedendo pure ad una preventiva pulizia dell'area con acqua o con un detergente neutro. La scelta del filtro giusto spazia poi tra i filtri standard - che fermano le polveri grossolane fino ai PM10 - e i filtri ad alta efficienza - che arrestano polveri fini PM2.5 e PM1. Pulire lo scambiatore di calore La pulizia dello scambiatore di calore invece può essere eseguita ogni 2 anni sia autonomamente che con la supervisione dell'installatore dell'impianto, nel caso sia necessario smontarlo per procedere. La maggior parte degli scambiatori dei sistemi VMC nello shop online di Climamarket sono realizzati in plastica: per questo, possono essere puliti con abbondante acqua o con un detergente neutro, lasciandoli asciugare perfettamente lontano dalla luce diretta del sole per evitare l'insorgere di muffe e batteri. Pulire i tubi e i condotti di distribuzione Infine, la corretta manutenzione di un sistema di ventilazione meccanica controllata passa per la pulizia dei tubi e dei condotti di distribuzione, che va effettuata con l'aiuto di un professionista. La pulizia dei tubi, da eseguire ogni 5 o 10 anni a seconda delle condizioni dell'impianto, è effettuata con sonde flessibili dotate di spazzole di diverse forme e dimensioni, associate ad una aspirapolvere. L'aspirazione è lo strumento giusto anche per la pulizia dei condotti, che deve essere eseguita ogni 2 o 3 anni. Per un maggior approfondimento consigliamo la lettura dell'articolo Ecco tutti i vantaggi della ventilazione meccanica controllata.

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Guida completa ai condizionatori portatili - Climamarket
22/02/22

Guida completa ai condizionatori portatili

Un condizionatore portatile è un prezioso alleato per il benessere tra le mura domestiche di tutta la famiglia. Scopri come funziona e i suoi consumi.   Può capitare di non poter installare in casa un condizionatore a parete fisso, o di sentire la necessità di un apparecchio più potente di un semplice ventilatore. In casi come questi, la soluzione ideale è optare per un condizionatore portatile, una buona scelta last minute per trovare refrigerio nei mesi più caldi dell'anno senza dover eseguire particolari lavori d'installazione. Sul sito di Climamarket possiamo trovare tanti modelli diversi di climatizzatori portatili, dotati di funzioni e caratteristiche proprie. Vediamo allora come scegliere quello più adatto alle nostre esigenze, facendo particolare attenzione ai consumi, per un acquisto sempre più consapevole. Condizionatore portatile: come funziona Il condizionatore portatile è una macchina che viene impiegata all'interno degli edifici per rinfrescare l'aria nel periodo estivo, soprattutto quando il tasso di umidità è parecchio elevato. Si tratta di un articolo più che mai utile con estati sempre più calde ed afose, in particolare per chi vive in città e sente il problema di non avere a disposizione un efficace sistema di raffreddamento nella propria casa. Il funzionamento è piuttosto semplice, e non molto diverso da quello di un frigorifero. La vera differenza risiede ovviamente nella capacità refrigerante, considerando che i climatizzatori portatili arrivano a rinfrescare anche 40 metri cubi d'aria. La sua azione è possibile grazie alla presenza di uno specifico liquido refrigerante, che fa da veicolo per il calore esterno. All'atto pratico, il macchinario fa circolare il liquido in un percorso obbligato e chiuso, in cui va ad incontrare due ostacoli: l'evaporatore e il condensatore. Sfruttando il ciclo termodinamico innescato da questo fluido termovettore, toglie quindi aria calda all'interno della stanza e la convoglia all'esterno attraverso un tubo, abbassando subito la temperatura dell'ambiente. Tipi di climatizzatori portatili Prima di capire quanto consuma un climatizzatore portatile, è bene fare una distinzione tra le varie tipologie in commercio. Per iniziare, possiamo distinguere i diversi modelli in base alla tecnologia impiegata per raffreddare. Abbiamo così quelli di tipo inverter, per cui il condizionatore raffredda subito l'ambiente per poi abbassare in automatico la sua potenza, e quelli detti on/off, che si spengono al raggiungimento della temperatura precedentemente impostata. In alcuni casi, possono inoltre utilizzare sistemi aria-aria, in cui l'aria viene raffreddata grazie ad altra aria, e sistemi aria-acqua, dove è l'acqua a raffreddare l'aria da immettere in casa. Infine, i condizionatori portatili più diffusi possono essere monoblocco o a split. I primi, come suggerisce il nome, si compongono di un unico volume che racchiude motore, ventola e scambiatore di calore. L'aria fredda viene spinta verso l'esterno, mentre l'umidità condensa e si trasforma in acqua, raccolta all'interno di una vaschetta da svuotare periodicamente. Di contro, l'aria calda si sposta lungo un tubo flessibile che deve necessariamente avere uno sbocco all'esterno. Contrariamente al monoblocco, lo split portatile è costituito da due blocchi, con il motore che va posizionato esternamente. Quanto consuma un condizionatore portatile Nonostante abbia l'evidente limite di poter raffreddare un unico ambiente alla volta - più o meno grande a seconda del modello - questa tipologia di elettrodomestici portatili presenta anche diversi vantaggi. Prima di tutto, non abbiamo bisogno di modificare l'impianto o di effettuare opere murarie per mettere in funzione il nostro nuovo climatizzatore; in secondo luogo, possiamo trasportarlo dove preferiamo all'occorrenza, senza considerare che costa decisamente meno di un climatizzatore fisso a parete. Tra le altre cose, è pure importante rendersi conto che, trattandosi di un elettrodomestico alimentato a corrente, un condizionatore portatile tende a consumare energia elettrica. Proprio per questo motivo fare una stima dei consumi può essere utile in ottica di acquisto. Generalmente, con modelli di classe energetica A, il consumo mensile per rinfrescare una stanza di circa 30 metri quadri si aggira sui 25 euro. Capirete però che questi numeri possono essere influenzati da diversi fattori, come ad esempio l'isolamento termico della stanza in cui vogliamo posizionare il condizionatore. Come scegliere il condizionatore portatile giusto Ora che abbiamo capito come funziona un condizionatore portatile e quali i consumi medi legati al suo utilizzo, dobbiamo capire come scegliere il modello che maggiormente sposa le nostre esigenze. Vi sono infatti alcune caratteristiche di cui tenere conto. Di sicuro si dovrà considerare la potenza refrigerante della macchina, espressa in BTU, o British Thermal Unit (di solito oscilla tra 9000 o 10000 BTU), poi vi è il suo consumo energetico, per cui è meglio preferire i modelli con classe energetica A o superiore. Anche la rumorosità è un aspetto da non trascurare, poiché quando eccessiva potrebbe disturbare il nostro relax. Per questo, Climamarket ha selezionato i migliori condizionatori mobili a marchio Daitsu, del gruppo Fujizu: tutti vantano di una silenziosità ai vertici della categoria e prezzi estremamente vantaggiosi. Si tratta di una interessante gamma che offre condizionatori per il solo raffrescamento, climatizzatori a pompa di calore con capacità di riscaldamento e rinfrescamento, deumidificatori e purificatori d'aria.

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Condizionatore deumidificatore: ecco come funziona - Climamarket
08/02/22

Condizionatore deumidificatore: ecco come funziona

I condizionatori moderni sono dotati anche dell'utile funzione di deumidificazione. Ecco tutti i dettagli per usarla al meglio.   L'estate è arrivata e con lei l'afa, nemica numero uno del benessere in casa. Se pensavi che il condizionatore fosse l'unica arma per combatterla, ti sbagliavi! La funzione deumidificazione è un asso nella manica spesso sottovalutato, capace di regalarti un benessere termico ideale in ogni stagione. In giornate torride, l'umidità eccessiva nell'aria amplifica la sensazione di caldo. La deumidificazione entra in gioco proprio qui, abbassando il livello di vapore acqueo e creando un ambiente più fresco e confortevole. Non solo, un clima eccessivamente umido può rivelarsi dannoso per la salute e la casa: l'umidità favorisce la proliferazione di muffe e condense, con il rischio di allergie e malattie respiratorie; allo stesso tempo, può causare danni alle pareti e ai soffitti, creando un ambiente malsano e antiestetico. Vediamo allora, in questo approfondimento di Climamarket, perché utilizzare un condizionatore con deumidificatore è particolarmente importante nei mesi più caldi dell'anno, o nelle zone in cui l'aria invernale è caratterizzata da alti livelli di concentrazione di vapore acqueo. In più, scopriremo come impostare il condizionatore a deumidificatore, quali sono le differenze tra le due modalità, e tutti i vantaggi di un sistema integrato. Cos'è la deumidificazione e come funziona Sia i condizionatori fissi a parete che i climatizzatori portatili più moderni dispongono di diverse funzioni utili a rispondere ad altrettante esigenze. Tra queste, quella di deumidificazione, che permette non solo di rinfrescare l'aria indoor, ma anche di abbassarne il tasso di umidità. Questo perché, utilizzando un deumidificatore condizionatore integrato, entrambe le funzioni possono essere attivate anche contemporaneamente, creando le condizioni ideali per il benessere nostro e di tutta la famiglia. Il funzionamento della deumidificazione è piuttosto semplice. Per comprenderlo, iniziamo parlando di quello di un normale condizionatore (compresi quelli portatili all'avanguardia). Questo macchinario, diffusissimo nelle nostre case, ha il compito di "catturare" il calore presente nella stanza e buttarlo verso l'esterno. Per farlo, si compone di un'unità interna e di una esposta all'esterno, sfruttando l'azione di un apposito fluido refrigerante. Con un ciclo continuo, il fluido passa dall'unità interna a quella esterna, e viceversa: quando si trova all'interno, si trasforma in gas grazie al calore prelevato dall'ambiente che vogliamo raffreddare, per poi viaggiare verso l'unità esterna di nuovo in stato liquido, allo scopo di rinfrescare la stanza e disperdere il calore outdoor. Per quanto riguarda il deumidificatore, invece, questo va prima di tutto ad aspirare l'aria presente nella stanza. Il liquido refrigerante viene spinto dal compressore nella serpentina a bassissima temperatura, raffreddando l'aria fino a solidificare in ghiaccio la sua componente acquosa. A questo punto, l'aria priva di acqua viene nuovamente scaldata e immessa nella stanza, e contemporaneamente il ghiaccio si scioglie nella vaschetta di scarico. Di fatto, per eliminare l'umidità nell'ambiente interno - con tutti gli effetti benefici che ne derivano - un deumidificatore filtra e secca l'aria in un ciclo continuo. Come vedremo poco più avanti, un condizionatore con deumidificatore integrato unisce entrambe le funzioni, presentandosi come un apparecchio "2 in 1" utilissimo in ogni stagione dell'anno. D'altronde perché sprecare spazio e denaro con due elettrodomestici quando puoi averne uno che fa tutto? I moderni condizionatori integrano la funzione deumidificazione, offrendoti un sistema completo per il controllo del clima in casa. Condizionatore a deumidificatore: modalità a confronto Ora che hai capito come funziona un deumidificatore, ti saranno certamente più chiare le differenze tra la classica modalità freddo e quella di deumidificazione. Il condizionatore, infatti, ha il compito di raffreddare l'ambiente sottraendo calore all'aria, evitando che le temperature eccessive vadano a compromettere le nostre funzioni vitali. Il deumidificatore invece, riduce il tasso di umidità nell'aria della stanza, per una sensazione immediata di rinnovato benessere respiratorio e epidermico. Il motivo è facilmente intuibile: riducendo la quantità di acqua nell'aria, il tuo respiro risulta subito più libero, perché la percentuale di ossigeno aumenta; la tua pelle, poi, avrà una sudorazione molto più naturale, liberando scorie e tossine. Perché usare il condizionatore come deumidificatore Un condizionatore con deumidificatore è così richiesto negli ultimi anni per tutta una serie di evidenti vantaggi per chi ne fa uso. Prima di tutto, perché possiamo sfruttarlo per rimuovere l'umidità sia in estate che in inverno. In entrambe le stagioni, la funzione dry di un apparecchio dedicato può garantirci una maggiore sensazione di benessere quando ci troviamo tra le mura domestiche, poiché, a parità di temperatura, si avverte un forte disagio di fronte ad alti livelli di umidità. Non solo, è noto che gli ambienti umidi favoriscono la proliferazione di virus, muffe tossiche e batteri, dannosi per la nostra salute, e peggiorano sensibilmente le condizioni di soggetti allergici. La deumidificazione è quindi fondamentale in ambienti caratterizzati da un tasso di umidità dell'aria molto elevato, e in cui vivono soggetti immunodepressi o che non dispongono ancora delle difese adeguate a far fronte alle minacce dei diversi agenti patogeni - come possono essere i bambini. Con i modelli di condizionatore con deumidificatore proposti da Climamarket la tua casa sarà dotata di un impianto completo in grado di svolgere sia la funzione di raffrescamento che quella di deumidificazione, così da non essere costretti a scegliere. In più, andrai a risparmiare spazio e denaro, poiché non sarai costretto a acquistare separatamente deumidificatori e condizionatori, avendo a disposizione una macchina che svolge facilmente entrambi i compiti. Come impostare il condizionatore in modalità deumidificazione? È semplicissimo! La maggior parte dei condizionatori dispone di un tasto o di una funzione specifica per la deumidificazione. Basta selezionarla e impostare il livello di umidità desiderato. In alcuni modelli, puoi anche attivare la funzione "dry" che abbassa automaticamente l'umidità mantenendo una temperatura confortevole. L'umidità in casa, per un risultato ottimale, dovrebbe essere impostata tra il 40 e il 60%, a seconda delle stagioni. Una volta scelto e installato un impianto di questo tipo, il consiglio è quello di variare tra condizionamento e deumidificazione a seconda del momento. Solo così potrai gestire come vuoi l'atmosfera della casa e i consumi in modo molto preciso, garantendo deumidificazione perfetta e piacevole raffrescamento quando caldo e umidità si fanno insopportabili. A quanti gradi impostare il deumidificatore? Contrariamente a quanto si pensa, la temperatura da impostare non è fondamentale per un efficace deumidificazione. Infatti, il condizionatore in questa modalità lavora principalmente per abbassare il livello di umidità nell'ambiente, indipendentemente dalla temperatura impostata. In linea generale, si consiglia di scegliere una temperatura tra i 24°C e i 26°C, un range che garantisce un buon comfort senza eccessivi consumi energetici. Se la giornata è particolarmente calda e umida, è possibile impostare una temperatura leggermente più bassa, intorno ai 22°C. È importante non impostare una temperatura troppo bassa, in quanto ciò potrebbe causare un raffreddamento eccessivo dell'ambiente e una sensazione di disagio. Inoltre, un condizionatore impostato su una temperatura troppo bassa potrebbe non essere in grado di deumidificare l'aria in modo efficiente. Utilizzo del condizionatore deumidificatore in estate Durante l'estate, l'utilizzo del condizionatore in modalità deumidificazione può essere un ottimo modo per combattere l'afa e migliorare il comfort in casa. Oltre a impostare la temperatura corretta, ecco alcuni consigli per un utilizzo ottimale in estate: Chiudere le finestre e le porte: per evitare che l'aria umida esterna entri in casa. Attivare la funzione ventilatore: per favorire la circolazione dell'aria e una deumidificazione più uniforme. Svuotare regolarmente la vaschetta di raccolta dell'acqua: per evitare ristagni e la formazione di muffa. Utilizzo del condizionatore deumidificatore in inverno Anche in inverno, il condizionatore può essere utilizzato in modalità deumidificazione per contrastare l'umidità in eccesso, che può causare problemi di muffa e condensa. In questo caso, è importante impostare una temperatura non troppo alta, per evitare di surriscaldare l'ambiente. Ecco alcuni consigli per un utilizzo ottimale in inverno: Impostare una temperatura intorno ai 20°C: sufficiente per contrastare l'umidità senza eccedere con il riscaldamento. Utilizzare la funzione deumidificazione in combinazione con un umidificatore: per mantenere un livello di umidità ideale in casa, che dovrebbe essere tra il 40% e il 60%. Assicurarsi che le prese d'aria del condizionatore siano libere da ostacoli: per favorire un corretto flusso dell'aria. Seguendo questi semplici consigli, potrai sfruttare al meglio la funzione deumidificazione del tuo condizionatore per creare un ambiente domestico più confortevole e salubre, sia in estate che in inverno.

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