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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Il pellet migliore per la tua stufa a pellet - Climamarket
02/11/21

Il pellet migliore per la tua stufa a pellet

Come scegliere il pellet giusto per la propria stufa a pellet e il riscaldamento di casa? Scopriamo insieme come orientarci tra le tante offerte sul mercato e scegliere il pellet più adatto per qualità, essenza e potere calorifico.   Tra le tante soluzioni per il riscaldamento domestico, le stufe a pellet rappresentano una delle scelte migliori, capaci di unire un'efficiente resa energetica e un maggior rispetto per l'ambiente. Il pellet, infatti, è un biocombustibile ad alto rendimento ricavato dal legno, che permette di soddisfare le nostre esigenze di affidabilità e comfort, per altro producendo solo fumi non nocivi. Ecco perché, quando si possiede una stufa a pellet o un termocamino, è importante sapere come scegliere il pellet più adatto, individuando il prodotto che possa ottimizzare la resa calorica del nostro sistema di riscaldamento. Optare per uno dei vari modelli di termostufa a pellet è a conti fatti un'alternativa ecologica e più economica, che merita un pellet ottimale per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo. Inoltre, l’acquisto di una stufa a pellet permette di accedere agli sgravi fiscali e agli incentivi previsti dal Bonus Caldaia 2021, che offrono una detrazione Irpef dal 50 al 65% sull'acquisto e la successiva installazione di stufe a pellet. Con Climamarket potrai ottenere lo sconto direttamente in fattura senza dover attendere 10 anni. Cos'è il pellet Ancora prima di dedicarci ai fattori da prendere in considerazione per capire come scegliere il pellet giusto, è buona norma sapere esattamente di cosa stiamo parlando. Il pellet è un combustibile a biomassa ecologico, uno dei più eco-friendly che possiamo trovare oggi in commercio. Non a caso si tratta di una risorsa rigenerabile e pulita, che produce una minore quantità di emissioni nocive rispetto a quelle solitamente associate alla combustione del gas e del gasolio. Questo nonostante il suo elevato potere calorifero, che assicura un rendimento ottimale. Industrialmente, il pellet viene realizzato dagli scarti della lavorazione del legno, come la segatura e il cippato, che a loro volta vengono sottoposti a un procedimento di essiccazione per ridurne l'umidità interna e migliorarne di riflesso la resa termica nel momento in cui verranno utilizzati nella stufa. In seguito, si procede ad una compressione meccanica della materia prima, che conferisce al pellet la caratteristica forma a cilindretti o ovaloidi. Questa tecnica per compattare la segatura elimina l'utilizzo di collanti, e permette di ottenere del combustibile di qualità migliore all'aumentare della pressione esercitata. Come scegliere un buon pellet Fatta questa doverosa premessa, come scegliere il pellet più adatto in un mercato sempre più affollato di varianti e offerte? Per individuare il biocombustibile adeguato al nostro impianto e alle nostre esigenze di riscaldamento, è opportuno tenere in conto alcuni importanti aspetti che vanno a garantire le migliori performance sul piano della combustione e del rendimento termico. Qualità e certificazione del pellet Prima di tutto, per capire quale pellet scegliere, dobbiamo verificarne la qualità e la presenza delle dovute certificazioni. Qui in Italia, la certificazione riconosciuta è la Pellet Gold, che assicura una produzione secondo i più alti standard in termini di materie prime utilizzate. A livello europeo, invece, si fa fede al marchio EN Plus, che definisce tutti i parametri che questi combustibili devono rispettare. Ciò si traduce in aspetti fondamentali come la provenienza, il livello di umidità, le ceneri e la durabilità meccanica. Il pellet, stando a questi criteri, viene suddiviso in tre categorie principali: A1, A2 e B. I prodotti migliori fanno parte della categoria A1, quelli di seconda scelta rientrano nella A2 ed infine quelli B sono i meno performanti, più adatti ad usi industriali. Un'altra accortezza è quella di andare a controllare l'aspetto dei cilindri di pellet. Cilindri che non dovrebbero mai superare gli 8 millimetri di diametro e presentare una superficie il quanto più possibile liscia. Non solo, se immersi in acqua, devono rimanere compatti senza sfaldarsi, a prova di un processo produttivo adeguato. Quantità di cenere e potere calorifico Ogni tipo di pellet in vendita presenta una quantità di cenere diversa. E che ha un peso specifico su come scegliere il pellet per il nostro impianto, tenendo conto che incide sulla quantità di emissioni e sulla corrosione della caldaia. I pellet di qualità più elevata - quindi di classe A - presentano livelli di cenere inferiori allo 0,7% sul secco, mentre quelli di classe B si assestano su un concentrato di ceneri fino al 2%. Optare per una produzione inferiore di ceneri ci permette di ridurre le tempistiche di manutenzione del sistema di riscaldamento, con minori costi associati alla gestione dell'impianto. Questo valore si associa anche al cosiddetto potere calorifico del pellet, che si traduce nell'energia che si può ricavare convertendo completamente una biomassa unitaria, tenendo presenti condizioni standard. Nello specifico, si parla di una potenza compresa tra i 4,7 e i 4,8 kWh/Kg, nonostante su alcune confezioni siano presenti cifre anche di molto superiori - dal momento che in alcuni casi viene misurata con il suo contenuto idrico. Quale tipologia di pellet scegliere Ora che sappiamo come scegliere il pellet per la nostra termostufa, dobbiamo effettivamente individuare l'essenza migliore che fa al caso nostro. Tra le più utilizzate, c’è il pellet di faggio, che ha una resa migliore ma consuma di più e produce residui di cenere più consistenti. Alternativa valida è il pellet di abete, che ha un rendimento termico leggermente inferiore a fronte di ceneri e consumi più contenuti. Naturalmente, sulle prestazioni incidono molto il tipo di impianto in dotazione e la qualità del pellet, che differisce in base alle marche esistenti. Un buon compromesso tra velocità di accensione, temperatura e durata, è allora quello di scegliere dei pellet misti, creati cioè da una selezione di entrambe le essenze.

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Come scegliere il termoarredo del bagno - Climamarket
26/10/21

Come scegliere il termoarredo del bagno

Mini guida per scegliere il termoarredo: un elemento perfetto per arredare e riscaldare gli ambienti, orientandoci tra design, funzionalità e potenza termica.   Soprattutto in inverno, sentiamo l'esigenza di mantenere la casa ben calda. Il bagno, uno degli ambienti più intimi e personalizzabili dell'abitazione, non fa di certo eccezione. Proprio per questo, in sostituzione dei tradizionali termosifoni, si stanno sempre più diffondendo i termoarredi: si tratta di caloriferi dal design gradevole e assai meno ingombranti rispetto alle soluzioni canoniche. La scelta del termoarredo giusto si fa quindi fondamentale, non solo perché è in grado di riscaldare gli ambienti e di arredare gli spazi, ma anche perché può essere utilizzato per intiepidire gli asciugamani e gli accappatoi - da qui il nome alternativo di scaldasalviette. Capirete allora che il comfort è assicurato, e non più confinato a terme, centri estetici o alberghi di lusso. In questa mini guida capiremo allora insieme come scegliere il termoarredo che fa al caso nostro. In più, scopriremo dove posizionarlo in bagno - o in ambienti alternativi -, per evitare di ritrovarci con ingombri indesiderati. Scaldasalviette bagno: a cosa servono e vantaggi Il termoarredo bagno, o scaldasalviette, è un dispositivo termico con cui è possibile riscaldare la stanza da bagno - e non solo. I termoarredi di design, in particolare, privilegiano lo scambio termico anche a basse temperature, adattandosi allo stesso tempo un po' a tutti gli spazi grazie alla loro estetica innovativa e originale. Ci troviamo quindi di fronte a un accessorio funzionale ed esteticamente affascinante, utile pure a scaldare le salviette da utilizzare nell'igiene quotidiana. Più sottili dei termosifoni, gli scaldasalviette bagno non occupano spazio vivibile - aspetto assai vantaggioso per gli ambienti più piccoli -, si adattano a qualsiasi stile grazie a colori e materiali diversificati, hanno una manutenzione ridotta al minimo, e pure un'installazione piuttosto semplice anche senza l'intervento di un tecnico specializzato. Non solo, forme, materiale e design dei termoarredi moderni in acciaio o alluminio permettono una pulizia molto più veloce e accurata rispetto ai normali termosifoni. Termoarredo bagno di design: le tipologie Nel catalogo di Climamarket sono presenti diverse soluzioni di termoarredo bagno, in grado di sposare le svariate esigenze delle nostre abitazioni. Non c'è infatti niente di peggio che uscire da un bagno caldo in un ambiente freddo, e le tante tipologie di scaldasalviette nascono proprio per scongiurare questa eventualità. Attualmente esistono termoarredi elettrici, idraulici e misti, quelli disposti in orizzontale o in verticale, e, come già accennato, quelli realizzati in alluminio o in acciaio. Il termoarredo elettrico è particolarmente semplice da installare. Basta infatti collegarlo alla corrente elettrica per metterlo in funzione, rendendosi perfetto per quelle case in cui non è presente un impianto a gas o ad acqua. La corrente elettrica, in questo caso, aziona la resistenza integrata, che a sua volta trasmette il calore da diffondere nel bagno. Il procedimento è del tutto differente per il termoarredo idraulico, che si aziona proprio come fanno i comuni termosifoni. Questo significa che è collegato alle valvole dell'impianto di riscaldamento, in cui circola ovviamente l'acqua. Il termoarredo misto, invece, combina le due soluzioni precedenti a discrezione di chi lo sta utilizzando, adattandosi a quelle abitazioni provviste di un sistema di riscaldamento centralizzato. Nella scelta dei termoarredi, dobbiamo prendere in considerazione anche la disposizione del dispositivo: orizzontale o verticale. La prima sta diventando sempre più diffusa nei bagni moderni, per via dell'estetica tanto particolare; la seconda trova impiego anche in ambienti diversi - come possono essere i salotti -, per un colpo d'occhio di sicuro impatto che cambia anche in base al materiale: alluminio e acciaio. I termoarredi in acciaio sono più durevoli e capaci di rilasciare il calore molto in fretta, per altro anche dopo molto tempo che sono stati spenti. Possono essere cromati e personalizzabili nelle forme, mentre più "rigidi" appaiono i termoarredi in alluminio, per quanto siano di fatto più leggeri. Le specifiche di questo materiale gli permettono di riscaldarsi molto velocemente, ma allo stesso tempo tendono a raffreddarsi subito dopo lo spegnimento. Come scegliere il termoarredo bagno giusto Se dobbiamo procedere all'acquisto di un termoarredo bagno di design, qualsiasi sia la sua tipologia dobbiamo tenere in conto di alcuni fattori fondamentali. Così da evitare scelte sbagliate. Il primo elemento da analizzare è la dimensione in termini di volume della stanza da riscaldare, che incide di riflesso su quella del dispositivo da installare. Nel caso stiamo optando per un termoarredo collegato all'impianto di riscaldamento dell'acqua, dobbiamo poi tenere presente la dimensione dell'interasse, ovvero la distanza tra la valvola e il tubo di ritorno dell'acqua. A chiudere, è impossibile ignorare la cosiddetta potenza termica, corrispondente alla quantità di energia termica necessaria a riscaldare la stanza. Generalmente è riportata sul progetto termotecnico del nostro impianto, ma può anche essere calcolata tramite metodo empirico da un termotecnico. Dove posizionare il termoarredo bagno A questo punto, la domanda sorge spontanea: dove conviene posizionare il termoarredo per il bagno? In genere, il posizionamento più utilizzato è quello sopra al bidet, porzione di parete spesso libera. Un altro posto ideale è vicino alla doccia o alla vasca da bagno, per usufruire di maggior tepore mentre ci laviamo e contemporaneamente avere subito a disposizione asciugamani e accappatoi ben caldi. Per le altre stanze dell'abitazione, invece, il consiglio è quello di montare i termoarredi a ridosso delle pareti vicine all'ingresso o alle finestre, considerando che possono anche essere installati a bandiera, a soffitto o su originali piedini a terra.

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Scegliere la caldaia giusta per riscaldare casa - Climamarket
23/10/21

Scegliere la caldaia giusta per riscaldare casa

Come orientarsi nella scelta di una nuova caldaia? Analizziamo insieme caratteristiche e costi delle principali caldaie in commercio.   Quando acquistiamo una nuova casa o abbiamo avviato delle opere di ristrutturazione, una delle scelte che ci tocca fare è quella della caldaia. Molto spesso, per i non "addetti ai lavori", è molto più semplice affidarsi a un installatore di caldaie e di impianti termoidraulici che, una volta stabilito un budget entro il quale muoversi, sceglierà per noi la macchina più adatta. In ogni caso, anche senza competenze specifiche, possiamo essere parte attiva della decisione e andare ad individuare quale caldaia scegliere tra le tante presenti in commercio. Dovremo così orientarci tra modelli, marche, diverse tecnologie e conseguenti caratteristiche tecniche. Un'operazione, questa, certamente non facile: ecco perché abbiamo creato una pratica guida che può aiutarci a selezionare la caldaia che fa per noi senza sbagliare. Caldaia: quale scegliere per la nostra casa Per aiutarci nella delicata fase che ci porterà a capire quale caldaia scegliere per l'installazione nella nostra abitazione, è importante avere presente quali sono i diversi modelli in commercio. Questi, hanno un funzionamento differente e vantaggi - e svantaggi - peculiari, legati proprio alle loro caratteristiche distintive. In linea generale, ancora prima di esplorare tutte le possibilità a nostra disposizione, è bene ricordare che, nel caso di sostituzione di un vecchio impianto, è possibile usufruire dell'Ecobonus o del Conto Termico 3.0.  Fatta questa doverosa premessa, andiamo ora ad analizzare le caratteristiche dei seguenti modelli di caldaia: Caldaia a condensazione Caldaia a pellet Caldaia ad accumulo Caldaia policombustibile Caldaia a condensazione Tra le soluzioni più innovative e diffuse degli ultimi anni, la caldaia a condensazione permette di ridurre sensibilmente l'impatto ambientale e le spese di riscaldamento in bolletta. Disponibili sia a GPL che a metano, si differenziano dalle ormai obsolete caldaie a tenuta stagna per la capacità di sfruttare i fumi e il vapore acqueo prodotto per il riscaldamento, pari a circa l'11% dell'energia effettivamente consumata. In questo modo si impedisce che vengano dispersi nell'atmosfera, nonostante una caldaia a condensazione abbia un costo decisamente superiore rispetto ad altre alternative. In base alla tecnologia impiegata, il prezzo può quindi variare tra i 600 e i 3.500 euro, a cui va sommato l'investimento per l'installazione. Nel catalogo di Climamarket sono presenti diverse caldaie a condensazione tra cui scegliere. Scelta per altro legata a numerosi vantaggi nel lungo periodo, ed in particolare al risparmio nella produzione dell'acqua calda: si parla del 15-20% per una temperatura di circa 80°C, del 20-30% per una temperatura di circa 60° C e addirittura del 40% per impianti che lavorano a bassa temperatura, compresa tra i 30 e i 50° C. Caldaia a pellet Se stiamo valutando quale caldaia scegliere per la nostra abitazione, anche il pellet è un'opzione da non sottovalutare: una soluzione che sta conquistando una fetta di mercato sempre più consistente, tra stufe e caldaie più tradizionali. Questo tipo di impianto può sostituire integralmente la nostra vecchia caldaia a gas - GPL o metano -, ma per l'appunto è alimentato a pellet, un combustibile amico dell'ambiente e particolarmente economico. E se è vero che il costo è piuttosto elevato - può arrivare a superare i 5.000 euro -, allo stesso modo i vantaggi sono consistenti: non solo la già citata economicità del pellet e il minor impatto ambientale, ma anche la maggiore efficienza energetica, l'elevato potere calorifico e la facile installazione. Caldaia ad accumulo La caldaia ad accumulo, come il nome suggerisce, si distingue dalle più comuni caldaie a tenuta stagna e a camera aperta per la presenza di un serbatoio per l'acqua calda. L'acqua sanitaria è di conseguenza disponibile e pronta per l'utilizzo in qualsiasi momento ne abbiamo bisogno, e non solo quando apriamo un rubinetto dell'acqua calda. Non solo, se è evidente il risparmio dell'acqua nell'attesa che raggiunga la temperatura giusta, grazie a questo tipo di impianto è possibile prelevare acqua calda contemporaneamente in più punti della casa. Soluzione che si fa particolarmente adatta per le abitazioni di grandi dimensioni e per i nuclei familiari più numerosi. Caldaia policombustibile La caldaia policombustibile rappresenta un'alternativa ecologica a quelle tradizionali, e offre la possibilità di utilizzare due diversi biocombustibili: il pellet e il nocciolino - ricavato dalla lavorazione degli scarti della spremitura delle olive. In questo modo il costo del combustibile viene abbattuto fino al 70%, così come più bassi saranno i costi in bolletta. A spiccare è anche l'elevata autonomia dell'impianto, affiancata dal livello di coibentazione, che sfrutta al massimo il calore prodotto dalla combustione dei due diversi materiali. Quale caldaia scegliere: i criteri d'acquisto Ora che ci siamo fatti un'idea più precisa sui modelli più diffusi in commercio, dobbiamo necessariamente fissare quei criteri utili a capire quale caldaia scegliere per riscaldare la nostra casa. Uno di questi è il rapporto qualità/prezzo, da prendere in considerazione per indirizzarci su un modello di qualità e certificato, e che al tempo stesso permetta di limitare effettivamente il consumo energetico. Anche la classe energetica e la potenza recitano la loro parte, così come lo spazio a nostra disposizione, che potrebbe farci propendere per una caldaia interna o esterna. A chiudere, dobbiamo chiederci se vogliamo utilizzare la nuova caldaia esclusivamente per la produzione di acqua calda sanitaria o anche come fonte di alimentazione per il riscaldamento.

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