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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Scegliere la caldaia giusta per riscaldare casa - Climamarket
23/10/21

Scegliere la caldaia giusta per riscaldare casa

Come orientarsi nella scelta di una nuova caldaia? Analizziamo insieme caratteristiche e costi delle principali caldaie in commercio.   Quando acquistiamo una nuova casa o abbiamo avviato delle opere di ristrutturazione, una delle scelte che ci tocca fare è quella della caldaia. Molto spesso, per i non "addetti ai lavori", è molto più semplice affidarsi a un installatore di caldaie e di impianti termoidraulici che, una volta stabilito un budget entro il quale muoversi, sceglierà per noi la macchina più adatta. In ogni caso, anche senza competenze specifiche, possiamo essere parte attiva della decisione e andare ad individuare quale caldaia scegliere tra le tante presenti in commercio. Dovremo così orientarci tra modelli, marche, diverse tecnologie e conseguenti caratteristiche tecniche. Un'operazione, questa, certamente non facile: ecco perché abbiamo creato una pratica guida che può aiutarci a selezionare la caldaia che fa per noi senza sbagliare. Caldaia: quale scegliere per la nostra casa Per aiutarci nella delicata fase che ci porterà a capire quale caldaia scegliere per l'installazione nella nostra abitazione, è importante avere presente quali sono i diversi modelli in commercio. Questi, hanno un funzionamento differente e vantaggi - e svantaggi - peculiari, legati proprio alle loro caratteristiche distintive. In linea generale, ancora prima di esplorare tutte le possibilità a nostra disposizione, è bene ricordare che, nel caso di sostituzione di un vecchio impianto, è possibile usufruire dell'Ecobonus o del Conto Termico 3.0.  Fatta questa doverosa premessa, andiamo ora ad analizzare le caratteristiche dei seguenti modelli di caldaia: Caldaia a condensazione Caldaia a pellet Caldaia ad accumulo Caldaia policombustibile Caldaia a condensazione Tra le soluzioni più innovative e diffuse degli ultimi anni, la caldaia a condensazione permette di ridurre sensibilmente l'impatto ambientale e le spese di riscaldamento in bolletta. Disponibili sia a GPL che a metano, si differenziano dalle ormai obsolete caldaie a tenuta stagna per la capacità di sfruttare i fumi e il vapore acqueo prodotto per il riscaldamento, pari a circa l'11% dell'energia effettivamente consumata. In questo modo si impedisce che vengano dispersi nell'atmosfera, nonostante una caldaia a condensazione abbia un costo decisamente superiore rispetto ad altre alternative. In base alla tecnologia impiegata, il prezzo può quindi variare tra i 600 e i 3.500 euro, a cui va sommato l'investimento per l'installazione. Nel catalogo di Climamarket sono presenti diverse caldaie a condensazione tra cui scegliere. Scelta per altro legata a numerosi vantaggi nel lungo periodo, ed in particolare al risparmio nella produzione dell'acqua calda: si parla del 15-20% per una temperatura di circa 80°C, del 20-30% per una temperatura di circa 60° C e addirittura del 40% per impianti che lavorano a bassa temperatura, compresa tra i 30 e i 50° C. Caldaia a pellet Se stiamo valutando quale caldaia scegliere per la nostra abitazione, anche il pellet è un'opzione da non sottovalutare: una soluzione che sta conquistando una fetta di mercato sempre più consistente, tra stufe e caldaie più tradizionali. Questo tipo di impianto può sostituire integralmente la nostra vecchia caldaia a gas - GPL o metano -, ma per l'appunto è alimentato a pellet, un combustibile amico dell'ambiente e particolarmente economico. E se è vero che il costo è piuttosto elevato - può arrivare a superare i 5.000 euro -, allo stesso modo i vantaggi sono consistenti: non solo la già citata economicità del pellet e il minor impatto ambientale, ma anche la maggiore efficienza energetica, l'elevato potere calorifico e la facile installazione. Caldaia ad accumulo La caldaia ad accumulo, come il nome suggerisce, si distingue dalle più comuni caldaie a tenuta stagna e a camera aperta per la presenza di un serbatoio per l'acqua calda. L'acqua sanitaria è di conseguenza disponibile e pronta per l'utilizzo in qualsiasi momento ne abbiamo bisogno, e non solo quando apriamo un rubinetto dell'acqua calda. Non solo, se è evidente il risparmio dell'acqua nell'attesa che raggiunga la temperatura giusta, grazie a questo tipo di impianto è possibile prelevare acqua calda contemporaneamente in più punti della casa. Soluzione che si fa particolarmente adatta per le abitazioni di grandi dimensioni e per i nuclei familiari più numerosi. Caldaia policombustibile La caldaia policombustibile rappresenta un'alternativa ecologica a quelle tradizionali, e offre la possibilità di utilizzare due diversi biocombustibili: il pellet e il nocciolino - ricavato dalla lavorazione degli scarti della spremitura delle olive. In questo modo il costo del combustibile viene abbattuto fino al 70%, così come più bassi saranno i costi in bolletta. A spiccare è anche l'elevata autonomia dell'impianto, affiancata dal livello di coibentazione, che sfrutta al massimo il calore prodotto dalla combustione dei due diversi materiali. Quale caldaia scegliere: i criteri d'acquisto Ora che ci siamo fatti un'idea più precisa sui modelli più diffusi in commercio, dobbiamo necessariamente fissare quei criteri utili a capire quale caldaia scegliere per riscaldare la nostra casa. Uno di questi è il rapporto qualità/prezzo, da prendere in considerazione per indirizzarci su un modello di qualità e certificato, e che al tempo stesso permetta di limitare effettivamente il consumo energetico. Anche la classe energetica e la potenza recitano la loro parte, così come lo spazio a nostra disposizione, che potrebbe farci propendere per una caldaia interna o esterna. A chiudere, dobbiamo chiederci se vogliamo utilizzare la nuova caldaia esclusivamente per la produzione di acqua calda sanitaria o anche come fonte di alimentazione per il riscaldamento.

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Stufe a pellet senza canna fumaria: come funzionano e vantaggi - Climamarket
14/10/21

Stufe a pellet senza canna fumaria: come funzionano e vantaggi

La stufa a pellet senza canna fumaria potrebbe essere un'ottima soluzione per quanti sono alla ricerca di un sistema di riscaldamento ecologico, economico ed ecosostenibile. Tuttavia ci sono delle precisazioni da fare.   Le stufe a pellet senza canna fumaria rappresentano una soluzione innovativa per chi desidera riscaldare la propria casa senza dover installare un sistema di scarico esterno complesso. Questi apparecchi utilizzano il pellet, un combustibile ecologico ricavato dagli scarti della lavorazione del legno, per generare calore in modo efficiente e sostenibile. Più in particolare, quando si parla di stufe per riscaldare casa senza canna fumaria, si fa riferimento a stufe a pellet per le quali è prevista la sola installazione di un tubo di diametro pari a circa 8 centimetri con fungo terminale che sporge dal muro, pratica (per quanto non a norma) in uso fino al 2012 poi corretta con la normativa UNI 10683, che stabilisce nuovi parametri per una più adeguata installazione. In questo articolo di Climamarket, esploreremo come funzionano queste stufe, dove scaricano i fumi, i loro vantaggi e le migliori opzioni disponibili sul mercato.   Scopri il catalogo completo di stufe su Climamarket: clicca qui!   Come funziona una stufa a pellet senza canna fumaria? È bene sfatare un mito: NON ESISTE una stufa a pellet senza canna fumaria. Tutte le stufe rilasciano fumi che devono essere per forza evacuati, così da tutelare la salute delle persone che vivono in quell'ambiente. La cosiddetta stufa senza canna fumaria alimentata a pellet produce quindi dei fumi come le stufe tradizionali, ma questi sono considerati dei fumi ecologici e a bassissimo impatto ambientale rispetto alle configurazioni alternative di riscaldamento domestico. Il funzionamento è relativamente semplice: i pellet vengono alimentati nella camera di combustione e bruciano producendo calore. I fumi generati dalla combustione passano attraverso un complesso sistema di filtri, dove vengono depurati da polveri sottili e altre sostanze nocive. L'aria pulita, ormai priva di inquinanti, viene poi espulsa all'esterno attraverso un tubo di scarico molto più piccolo rispetto a una tradizionale canna fumaria. A questo proposito, bisogna fare attenzione che l'installazione di una stufa di questo genere non vada ad infrangere la normativa UNI 10683 per il rilascio dei fumi - tramite canne fumarie o condotti a parete -, che prevede l'obbligo di scaricarli a tetto. Dove scarica i fumi la stufa a pellet senza canna fumaria? I fumi purificati vengono generalmente scaricati all'esterno attraverso un tubo posizionato a soffitto. La scelta del punto di scarico dipende da vari fattori, tra cui la disposizione della stanza e le normative locali. È fondamentale affidarsi a un installatore qualificato per individuare la soluzione più adatta.   Quando non serve la canna fumaria? Le stufe a pellet senza canna fumaria sono particolarmente indicate in diverse situazioni: Appartamenti e condomini:quando non è possibile installare una canna fumaria tradizionale a causa di vincoli architettonici o regolamentari. Case con spazi ridotti:per chi desidera un sistema di riscaldamento efficiente senza occupare troppo spazio. Ambienti sensibili:grazie ai sistemi di filtraggio avanzati, queste stufe sono ideali per chi soffre di allergie o ha problemi respiratori.   Quanto consuma una stufa a pellet ventilata? Il consumo di una stufa a pellet ventilata dipende da vari fattori, tra cui la potenza della stufa, la qualità del pellet utilizzato e la temperatura ambiente. In media, una stufa a pellet consuma tra 0,5 e 2 kg di pellet all'ora. Questo si traduce in un consumo mensile che può variare da 150 a 600 kg di pellet, a seconda dell'uso e delle condizioni ambientali. È importante scegliere pellet di alta qualità per garantire una combustione efficiente e ridurre i consumi.   Dove non si può installare una stufa a pellet? Trattandosi di dispositivi di combustione per il riscaldamento, le stufe a pellet sono soggette a normative rigorose che disciplinano il loro montaggio. In particolare, la normativa UNI 10683 del 2012 stabilisce che i gas di combustione devono essere espulsi attraverso il tetto dell'edificio. In passato, molte stufe consentivano l'espulsione dei gas direttamente dalle pareti laterali degli edifici, ma questa prassi non è più permessa; ora tutti i gas devono essere indirizzati al di sopra del tetto. È importante notare che il Decreto Ministeriale 37 del 2008 richiede una certificazione di conformità dell'impianto, che attesti la sua sicurezza e che l'installazione sia stata effettuata da un tecnico qualificato e certificato. In caso di installazioni non conformi, oltre al rischio di incendio e avvelenamento, potrebbe essere prevista l'applicazione di sanzioni pecuniarie. Nonostante l'installazione possa sembrare un procedimento relativamente semplice e veloce per un professionista, è severamente vietato procedere autonomamente. Stufa a pellet in condominio: come fare Se si risiede in un condominio, è fondamentale ottenere l'approvazione dell'assemblea condominiale per l'installazione di una stufa a pellet nella propria abitazione. Ciò è necessario poiché il sistema di ventilazione deve essere posizionato sul tetto dell'edificio, almeno 40 cm oltre il bordo esterno dell'ultimo piano, in una parte comune dell'edificio condominiale.   Quanto costa una stufa a pellet? Il costo di una stufa a pellet varia a seconda della potenza, delle dimensioni, delle funzionalità e del marchio. In generale, i modelli senza canna fumaria tendono ad avere un prezzo leggermente superiore rispetto a quelli tradizionali, a causa dei sistemi di filtraggio più sofisticati. In media, il prezzo oscilla tra gli 800 e i 2.500 euro. Anche i rivestimenti incidono sull'investimento complessivo, se teniamo presente che materiali come la pietra ollare e la ghisa sono molto più ricercati di quelli tradizionali in acciaio. Il costo di installazione, poi, non supera i 500/600 euro, mentre per quanto riguarda la manutenzione si limita alla pulizia del cassetto dalla cenere almeno una volta ogni due settimane e al controllo ordinario annuale.   Quanto costa installare una canna fumaria esterna per stufa a pellet? L'installazione di una canna fumaria esterna per una stufa a pellet può variare a seconda delle condizioni dell'edificio e della complessità del lavoro. In media, il costo può oscillare tra 500 e 1.500 euro. I vantaggi di una stufa a pellet Le stufe a pellet senza canna fumaria offrono numerosi vantaggi: Efficienza energetica: il pellet è un combustibile ecologico e a basso costo. Autonomia: la maggior parte dei modelli dispone di un serbatoio capiente che consente di riscaldare l'ambiente per molte ore senza bisogno di ricaricare il pellet. Facilità d'uso: le stufe a pellet sono facili da utilizzare e possono essere programmate per accendersi e spegnersi automaticamente. Design: sono disponibili in una vasta gamma di modelli e finiture, per adattarsi a qualsiasi tipo di arredamento. Rispetto per l'ambiente: le emissioni inquinanti sono notevolmente inferiori rispetto ad altre fonti di riscaldamento. In conclusione, le stufe a pellet senza canna fumaria rappresentano una soluzione innovativa e versatile per riscaldare la propria casa in modo ecologico ed efficiente. Grazie ai sistemi di filtraggio avanzati, queste stufe garantiscono un ambiente interno sano e pulito, senza rinunciare al calore accogliente del pellet.   Scopri tutte le stufe in offerta su Climamarket e approfitta delle promozioni attive per riscaldare la tua casa al miglior prezzo: clicca qui!

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Scegliere la stufa a pellet per riscaldare casa - Climamarket
12/10/21

Scegliere la stufa a pellet per riscaldare casa

La stufa a pellet Γ¨ in grado di riscaldare l'ambiente con un approccio pratico ed ecosostenibile. Esistono stufe a pellet di molteplici tipologie e prezzi. I tanti modelli in commercio possono differire per dimensione, potenza e naturalmente design, cosΓ¬ da potersi adattare un po' a tutti gli ambienti. Β  Le stufe a pellet sono un'ottima soluzione per riscaldare la nostra casa tra quelle disponibili in commercio. Si tratta infatti di dispositivi che funzionano in modo simile alle classiche stufe, ma dalla loro possono vantare consumi minori e personalizzabili, cosΓ¬ come maggiore praticitΓ  e autonomia. Non solo, utilizzano il pellet per la combustione, materiale noto per rispettare l'ambiente, per essere maneggevole e dalla facile manutenzione. Ovviamente non manca anche qualche piccolo svantaggio, che va comunque tenuto in considerazione nel caso stiate pensando di acquistare una stufa alimentata a pellet: per funzionare hanno bisogno di elettricitΓ  e non riescono a riscaldare adeguatamente ambienti di grandi dimensioni. In ogni caso i pro superano di gran lunga i contro, tanto che questo tipo di stufe sono entrare negli ultimi anni nelle case di migliaia di italiani. Ma come funzionano esattamente le stufe a pellet? E quali sono le tipologie in vendita e i costi collegati? Scopriamolo insieme! Stufa a pellet: come funziona La stufa a pellet Γ¨ in grado di riscaldare l'ambiente con un approccio pratico ed ecosostenibile. Il funzionamento Γ¨ del tutto simile alle tipologie a legna: la produzione di aria calda avviene attraverso la combustione del pellet, vale a dire piccoli cilindri ottenuti pressando materiali di scarto della lavorazione del legno - come trucioli e segatura. Sono dotate di un serbatoio nel quale andiamo a caricare in anticipo grandi quantitΓ  di pellet, che verrΓ  poi consumato con il passare del tempo. L'orario di accensione, quello di spegnimento e la temperatura si regolano con un termostato. L'autonomia Γ¨ dunque garantita da un impianto pensato per riscaldare gradualmente e che puΓ² essere programmato in anticipo secondo esigenza. Al momento dell'installazione, la stufa a pellet viene collegata a una canna fumaria e all'impianto elettrico. La prima assicura l'uscita dei fumi dovuti alla combustione del pellet, la seconda il funzionamento dell'intero impianto. A bilanciare il consumo d'ossigeno ci pensa poi una presa d'aria, a cui la stufa va collegata. La maggior parte del calore prodotto dalle stufe a pellet tende a concentrarsi nella stanza in cui si trova, dunque, il consiglio Γ¨ quello di posizionarle in locali centrali rispetto alla planimetria dell'abitazione. È importante ricordarsi di tenerla lontana da materiali infiammabili, e ad almeno 5 centimetri di distanza dal muro. Se abbiamo intenzione di distribuire il calore anche nelle altre stanze, allora dovremmo pensare di far creare un sistema canalizzato adibito ad irradiare il calore in tutta la casa sfruttando tubi creati ad hoc. Diversi tipi di stufe a pellet: i costi Esistono stufe a pellet di molteplici tipologie e prezzi. I tanti modelli in commercio possono differire per dimensione, potenza e naturalmente design, cosΓ¬ da potersi adattare un po' a tutti gli ambienti. In base al sistema di funzionamento, una stufa a pellet puΓ² essere: Β· stufa a pellet ad aria, piΓΉ indicata per riscaldare case di piccole dimensioni - come possono essere monolocali e bilocali; Β· stufa a pellet ad acqua - conosciuta anche come termostufa -, che riscalda l'aria e produce acqua calda sanitaria. Qualsiasi sia la tipologia scelta, dovremo ricordarci di pulire la stufa ogni giorno, svuotando il cassetto adibito a raccogliere la cenere, pulendo il vetro esterno e aspirando il braciere. Solo i modelli piΓΉ avanzati sono equipaggiati con un sistema autopulente, utile a semplificare di molto le operazioni di pulizia quotidiana. Scopri tutte le stufe a pellet di Climamarket Parlando strettamente di costi, come dicevamo, variano molto in funzione al marchio, alla dimensione, al rendimento e alla potenza della macchina. In linea generale, per le stufe ad aria dovremo essere pronti ad investire circa 900 per i modelli piΓΉ piccoli, e attorno ai 2.000 per quelli piΓΉ grandi. Si tratta di dispositivi la cui potenza Γ¨ compresa tra i 5 e i 15kW. Il prezzo delle piΓΉ performanti stufe ad acqua - che solitamente arrivano fino ai 35 kW - puΓ² invece arrivare fino a 5.000 euro. Al costo di acquisto della stufa dobbiamo poi sommare i costi per l'acquisto del pellet - molto contenuti - e quelli per la manutenzione periodica, da effettuare almeno una volta l'anno. Quanto consuma una stufa a pellet Per una stufa a pellet, i consumi del combustibile possono variare in base alla dimensione del macchinario, alle ore di utilizzo e alla qualitΓ  del pellet stesso. Di media, si stima un costo annuo di acquisto che va da un minimo di 350 euro a un massimo di 1000 euro. Di solito viene venduto in sacchi da 15 chilogrammi: il costo medio per sacchetto di pellet oscilla tra i 4,50 euro e i 6 euro. Infine, la qualitΓ  del pellet si puΓ² valutare grazie a due parametri indicati chiaramente sulla confezione, ovvero il residuo di cenere e il potere calorico. Acquista una stufa a pellet e approfitta delle detrazioni Le stufe a pellet oggi rappresentano non solo una soluzione di riscaldamento efficiente e sostenibile, ma anche un’opportunitΓ  concreta di risparmio grazie alle agevolazioni statali. È possibile infatti accedere a detrazioni fiscali per ristrutturazioni ed efficientamento energetico (Ecobonus e Bonus Casa) che consentono di recuperare il 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione delle stufe in fase di dichiarazione dei redditi. Inoltre, le stufe a pellet usufruiscono anche dell'incentivo Conto Termico 3.0.Β 

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